mercoledì 31 marzo 2010

Salvate il soldato Santoro.

Come si sa, giovedì scorso Michele Santoro ha condotto una puntata particolare di "Annozero". Si è trattato di una reazione alla censura subìta da parte degli uomini che Berlusconi ha piazzato alla Rai e negli organismi che dovrebbero "vigilare e indirizzare l'attività radiotelevisiva, considerata, specie per quanto riguarda l'informazione, particolarmente importante per il corretto funzionamento di un sistema democratico".

L'iniziativa di Santoro ha avuto la copertura politica del sindacato dei giornalisti ed è stata concepita come un evento di massa, organizzato in un palazzetto dello Sport di Bologna e trasmesso in diretta in duecento piazze d'Italia, rilanciato da numerose TV locali, digitali e satellitari, e diffuso anche da una miriade di siti Internet.

Vista l'importanza della posta in gioco, cioè la possibilità che il potente di turno riduca al silenzio le voci sgradite, mi sarei aspettato un maggiore coinvolgimento del mondo dei giornalisti. E invece, a parte lo scontato "recinto" dell'area più vicina a Santoro (Travaglio, Iacona, Ruotolo, etc.), si è visto ben poco: in sostanza solo Floris, Gad Lerner e Milena Gabbanelli, quest'ultima con un intervento registrato.

Dove erano, per esempio i direttori di Repubblica e Corriere ? Sebbene in teoria siano apparsi schierati a fianco dell'evento rilanciando la trasmissione sui rispettivi siti Internet, non si può negare che per loro la cosa è stata in fondo anche un'occasione di guadagno, con il fortissimo incremento dei contatti in rete.

D'altra parte forse c'era pure da aspettarselo, vista la reazione scoordinata e un po' sgangherata dei giornalisti fin dall'inizio della vicenda: solo Lucia Annunziata ha avuto il coraggio di autosospendersi per solidarietà. Se lo avessero fatto i giornalisti tutti insieme, avrebbero dato un segnale fortissimo a difesa della loro (e nostra) libertà di parola.

sabato 27 marzo 2010

Belpietro pubblica i sondaggi su Libero.

Ma non era vietato diffondere i risultati dei sondaggi in periodo preelettorale ?
E allora questi, pubblicati su "Libero", cosa sono ? Certo, non ci sono i numerini, ma "i risultati" stanno tutti lì. Basta leggere.

venerdì 26 marzo 2010

La Grecia ridotta alla questua.

La banca centrale della Grecia, paese dell'area dell'euro in forti difficoltà finanziarie, è arrivata persino a implorare tutti i concittadini all'estero di effettuare versamenti su un "conto corrente di solidarietà per il ripagamento del debito pubblico".

lunedì 22 marzo 2010

Dove trovare giornali italiani a Cambridge (UK).

Questo post è scritto per coloro che, trovandosi a Cambridge (UK), cercano giornali italiani. Quasi sempre si trova il Corriere della Sera, talvolta la Gazzetta dello Sport, solo in una rivendita di giornali e alimentari c'è Repubblica. In ogni caso si tratta dei quotidiani del giorno precedente.

La lista, basata ovviamente sulla mia esperienza personale, potrebbe essere incompleta. Chiunque abbia altre informazioni da riportare o rettifiche da fare, può inserire un commento.

- In pieno centro: WHS Smith, 14/15 Market Street (Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport e i settimanali Oggi e Gente).


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- Ancora in centro: King's News, 12a King's Parade (di fronte l'ingresso del King's College) (Corriere e Gazzetta).

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- Tra il centro e la Stazione Centrale: Regent News, 75-79 Regent Street (Corriere, Gazzetta e Repubblica).

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- zona est di Cambridge: Nip In, 30A Mill Road (Corriere e talvolta Gazzetta).

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È tutto. Spero di essere utile a qualcuno.

venerdì 19 marzo 2010

Tutti quelli che manda il Signore.

La cronaca di queste ultime settimane dipinge una Chiesa Cattolica in crisi perché in diversi casi suoi ministri o esponenti sono apparsi preda di comportamenti contrari ai suoi precetti. Ma c'è da dire che alcuni di questi precetti, introdotti nel corso dei secoli dalla dottrina, paiono anacronistici, come il celibato dei preti o il divieto di usare i profilattici per tutti gli osservanti.

La sarcastica satira dei Monty Python già si rivolgeva contro quest'ultima prescrizione della Chiesa Cattolica nel 1983 (dal film "Il Senso della Vita"), non risparmiando qualche frecciata ai protestanti (dal 7° minuto del video).


(di Angelo Furnari)


giovedì 18 marzo 2010

Dimettetevi.

Per volontà di un uomo ricco e potente, il servizio pubblico televisivo sta subendo una gravissima censura ed è stato costretto a sospendere le trasmissioni di approfondimento politico. Eppure, di fronte all'enormità di questa vicenda, giornalisti e politici continuano il solito tran tran come se (quasi) nulla fosse.

Nei due più importanti organismi che sovrintendono all'informazione radiotv siedono, seppure in forte minoranza, anche consiglieri indicati dall'opposizione. Se non sono riusciti a garantire un diritto così fondamentale come quello all'informazione e al pluralismo, cosa ci stanno a fare ancora lì ? Non sarebbe ora di un gesto clamoroso, come le dimissioni ?



Commissione di Vigilanza RAI
Senatori
* CERUTI Mauro, PD
* MILANA Riccardo, PD
* MORRI Fabrizio, PD
* PARDI Francesco, IdV
* PROCACCI Giovanni, PD
* VIMERCATI Luigi, PD
* VITA Vincenzo Maria, PD
Deputati
* BELTRANDI Marco, PD
* CUPERLO Giovanni, PD
* FORMISANO Aniello, IdV
* GENTILONI SILVERI Paolo, PD
* MELANDRI Giovanna, PD
* PELUFFO Vinicio Giuseppe Guido, PD
--------------------------------------------------------------
CDA RAI
* Nino Rizzo Nervo (PD)
* Giorgio Van Straten (PD)

mercoledì 17 marzo 2010

Nuovi fondi alla scuola pubblica.


Il testo del cartellone dice:
Le vostre cose usate, alla Scuola donate.
Dal 1° al 5 marzo: raccolta.
Dal 22 al 31 marzo: vendita.
La scuola si autofinanzia.

E qui c'è un'intervista degli alunni della scuola alla Preside, che spiega le ragioni (e le responsabilità) dell'iniziativa.

(di Angelo Furnari)



lunedì 15 marzo 2010

Cattivi esempi in televisione.

I cattivi esempi, oltre a essere propinati ai ragazzi addirittura all'Università, dilagano ormai da anni in televisione. Dove si seguono criteri insondabili per punire o esaltare chi veicola determinati messaggi.

Il cantante Morgan è stato giustamente bandito dal Festival di Sanremo per aver detto, in questa intervista, cose come "La droga apre i sensi a chi li ha già sviluppati", "Avercene di antidepressivi come la cocaina. Fa bene", "Ne faccio un uso quotidiano e regolare".

Poi però, nella stessa trasmissione la conduttrice ha tributato tutti gli onori a un tipo come il calciatore Cassano, libero di vantarsi della propria somaraggine dall'alto del proprio successo: questo sarebbe un esempio per i giovani ?

video

venerdì 12 marzo 2010

In principio fu la lampada...



Con "Luxo Jr." di John Lasseter, nel 1986 nasceva ufficialmente la Pixar Animation Studios, la più importante casa di animazione in computer grafica al mondo (e "secondo lavoro" di Steve Jobs), sviluppatrice di un apposito software ("RenderMan") che, insieme ad altri software come Maya, facilita il lavoro degli animatori.

Dopo una serie di fortunati cortometraggi, nel 1995 la Pixar realizzò il primo lungometraggio, "Toy Story", cui ne seguirono altri, sempre fantasiosi e quasi tutti di grande successo, come "Alla ricerca di Nemo", "Ratatouille" e i recenti "Wall-E" e "Up".

La piccola lampada protagonista di "Luxo Jr:" è diventata il logo della Pixar che ha rappresentato anche il "secondo lavoro" di Steve Jobs. Quando il cortometraggio arrivò a Palermo, fu proiettato in una rassegna "di nicchia" e possiamo dire: "Io c'ero!".

(di Angelo Furnari)



giovedì 11 marzo 2010

Una sorta di pax, un compromesso.

Un blog coraggioso e tignoso pubblica un post-denuncia, con tanto di foto, sul comportamento di alcuni vigili urbani palermitani davanti allo stadio, indifferenti di fronte a bagarini e parcheggiatori abusivi, con i quali addirittura si intrattengono a chiaccherare.

E questa è la squallida, desolante (non trovo altre parole) replica del comandante della Polizia Municipale.

Abbiamo toccato il fondo ? Quando risaliremo la china ?

mercoledì 10 marzo 2010

Cattivi esempi di Università.

Certo che Salerno sta venendo proprio alla ribalta, in questi giorni, e per motivi non proprio edificanti.

Prima lo squallido episodio del candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione, De Luca, che minaccia pubblicamente "quello sfessato" di Marco Travaglio di incontrarlo "di notte al buio", raccogliendo applausi entusiastici dalla platea PD (e una denuncia da parte del giornalista). Ma si capisce, lui scherzava.

Ora apprendo la notizia che l'Università di Salerno ha addirittura invitato a un convegno, come relatore, nientepopodimeno che Fabrizio Corona, già condannato 3 anni e 8 mesi per estorsione e a 1 anno e 8 mesi per corruzione. Invece di stare in galera, illustra il suo autorevole pensiero ai giovani universitari.

La "locandina" dell'iniziativa sta qui, ma la riporto anche in copia statica (non si sa mai):
Abbastanza comica, poi, è l'imbarazzata smentita (per così dire) del Rettore, che in sostanza non può che confermare tutto. La riporto di seguito:

Lettera del Rettore

Data evento: 4 marzo 2010

Lettera pubblicata il 4 marzo 2010 da:

Il Mattino - ed. nazionale pag. 17

Il Corriere del Mezzogiorno - pag. 1

Gentile Direttore,
la Sua attenzione al seminario "Il potere dei media: il caso Corona", organizzato dall'Università di Salerno, conforta sull'esistenza di un tessuto civile e morale serio nel nostro Paese.

Ho necessità, tuttavia, di precisarLe alcuni aspetti:

- Fabrizio Corona non è stato invitato a tenere né ha tenuto alcuna lezione all'Università degli Studi di Salerno;

- il dipartimento di Diritto dei rapporti civili ed economici nei sistemi giuridici contemporanei e il laboratorio In.Di.Co. (informazione, diritto e comunicazione) hanno organizzato un seminario dal titolo: "Il potere dei media: il caso Corona";

- nel corso dell'incontro è stato discusso il rapporto tra giornalismo e privacy, del quale il "Caso Corona" è certamente emblematico, in questo momento e nel nostro Paese;

- al seminario sono stati invitati, ed hanno partecipato, due giornalisti di rilievo nazionale, Gigi Moncalvo e Peter Gomez, due docenti di Sistemi giuridici comparati, Elvira Autorino e Salvatore Sica, l'avvocato del Foro di Milano Giuseppe Lucibello, difensore di Fabrizio Corona, e Fabrizio Corona;

- Fabrizio Corona ha partecipato al dibattito, ha espresso il suo punto di vista, tra l'altro, non senza acceso e chiaro contraddittorio.

Tanto premesso, sento la necessità di ribadire che l'Università ha il dovere di raccordare le sue attività di didattica e di ricerca con la realtà, di studiare i fenomeni del mondo reale, affermando il proprio carattere laico, pluralistico e indipendente, e garantendo al suo interno la libertà di manifestazione del pensiero.

Non sarà superfluo ricordare anche che l'Università, in attuazione del principio della libertà di ricerca, garantisce ai singoli professori e ricercatori l'autonomia individuale nella scelta dei temi e dei metodi.

In tal senso desidero sottolineare che l'Università ha il dovere di occuparsi di casi come il "Caso Corona"- peggio sarebbe ignorare o far finta di non vedere- e ha il dovere di far esprimere a Fabrizio Corona, se lo richiede, il proprio pensiero. Tutto ciò, con la consapevolezza che le leggi di funzionamento del sistema dei media del nostro Paese avrebbero potuto- come hanno fatto- promuovere una lettura semplicistica della manifestazione, traslando il nostro tentativo di analisi e comprensione della realtà nella ricerca del sensazionale a tutti i costi.

Mi preme rassicurarLa sul forte senso istituzionale della nostra comunità accademica, che scrive pagine di impegno scientifico e di crescita strutturale e culturale.

Proprio ieri, il nostro Ateneo ha sottoscritto un accordo di collaborazione con il Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia On-Line per sviluppare strumenti e metodologie nel campo del "digital forensic" a supporto delle investigazioni on-line per il contrasto alla pedopornografia.

L'iniziativa è stata presieduta dal direttore centrale per la polizia stradale, ferroviaria, delle comunicazioni e per i reparti speciali della Polizia di Stato, alla presenza e di alti rappresentanti della magistratura e delle forze dell'ordine e di numerosi docenti e studenti.

Purtroppo, però, bisogna rilevare con rammarico, senza le regie mobili dei network televisivi, senza antenne paraboliche, senza i titoli dei giornali.

Cordialmente
Raimondo Pasquino


Data pubblicazione news: 4 marzo 2010

martedì 9 marzo 2010

Le tasse sono bellissime (qui).

Dopo qualche mese dal mio arrivo qui a Cambridge, mi hanno raggiunto pure loro: le tasse da pagare.

Eh sì, perché tutti coloro che occupano una casa beneficiano dei servizi pubblici, per esempio il ritiro della spazzatura differenziata, e pertanto hanno il dovere di contribuire alle spese collettive. A tutto questo, come raccontavo in altri post (qui e qui), corrisponde il diritto di voto alle elezioni.

Nonostante fossi stato preavvisato fin dall'inizio dall'agenzia immobiliare, la botta è stata abbastanza forte: 620 sterline per i sei mesi di permanenza.

Qui usano meccanismi di calcolo molto semplici, senza stare a impelagarsi in labirintici conteggi di metri quadri, rendite catastali, fasce di reddito, etc. In pratica ogni cittadino deve pagare una quota unitaria fissa, differenziata solo per la classe di appartenenza dell'immobile dove risiede. Ogni anno l'amministrazione locale fissa otto importi, dalla fascia A alla H.

Insieme al bill, arriva anche un piccolo opuscolo (in carta riciclata e stampato con inchiostri digitali) dove l'amministrazione rendiconta come ha impiegato le somme raccolte negli anni precedenti e come intende spendere le somme dell'anno in corso: un piccolo, ma significativo accorgimento per collegare strettamente il contributo individuale ai beni collettivi che ne conseguono.

Spulciando l'opuscolo mi sono reso conto che avrei potuto rivolgermi all'Amministrazione per richiedere uno "sconto" del 25% in quanto vivo da solo.

Per un attimo mi sono balenate alla mente immagini di caotiche code o di megaraduni mattutini sui marciapiedi cittadini. E stavo decidendo di soprassedere. Ma poi ho pensato che valeva la pena provare: in fondo ogni giorno passo davanti al City Council e ci vedo sempre una decina di persone al massimo.

Insomma, per farla breve: sono andato lì, mi sono diretto alla reception dove l'addetta mi ha fatto compilare un modulo per la richiesta, e dopo circa due settimane mi è arrivato il nuovo bill con l'importo rettificato.

E per questa volta vi risparmio ogni considerazione sul tempo impiegato per il pagamento. Ma già lo so che...

lunedì 8 marzo 2010

Disposti a nulla.

In altri momenti storici, eventi inquietanti come quelli di questi giorni avrebbero spinto decine o centinaia di migliaia di persone a mobilitarsi. E per "mobilitarsi" non intendo soltanto andare alle manifestazioni, ma - ben più importante - avrebbero iniziato a parlare, spiegare, comunicare con tutti, ci avrebbero messo l'anima per fare capire al collega, al cognato, all'edicolante, al barbiere, al vicino di autobus, etc. la gravità del momento storico. Questo avrebbe innescato una profonda riflessione in tutti, anche nelle persone più lontane culturalmente. E questa forza d'urto avrebbe fronteggiato persino la capacità persuasiva della televisione.

In altre parole l'Italia Civile, almeno quella che grosso modo gravitava intorno al PCI, sarebbe scesa in campo con tutto il cuore e senza tentennamenti. L'avrebbe fatto senza pensarci due volte, orgogliosa e sicura di indicare agli altri "un'altra possibilità", l'esempio di una classe dirigente alternativa, nella quale rappresentarsi pienamente.

Oggi questo non succede, e l'iniziativa propulsiva della reazione morale è distrattamente lasciata nelle mani di volenterose persone autoorganizzate. D'altra parte, chi si sentirebbe di "giocare la propria faccia" per personaggi che sembrano concentrare la massima attenzione solo per questioni come la difesa di troppo laute prebende, il salvataggio di compagni di casta (amici e avversari) finiti nella rete di indagini giudiziarie, gli accordi con i furbetti del quartierino che stavano svaligiando il Paese ?

Disposto a tutto.

Secondo la ricostruzione del Messaggero, Berlusconi avrebbe intimato a Napolitano di firmare il decreto salvalista minacciandolo di andare avanti anche senza la sua firma e di "scatenargli la piazza".

Come fa notare Pietro Orsatti su Agoravox, alla luce di ciò le dichiarazioni ufficiali della Presidenza della Repubblica ("La vicenda è stata molto spinosa, fonte di gravi contrasti e divisioni, e ha messo in evidenza l’acuirsi non solo di tensioni politiche, ma di serie tensioni istituzionali”) assumono contorni seriamente preoccupanti.

EDIT: segnalo anche questo post-editoriale di Alessandro Gilioli, sul suo "Piovono rane", veramente notevole.

domenica 7 marzo 2010

giovedì 4 marzo 2010

Tecniche di comunicazione (2).

Pur di difendere il grande Capo, Unico dispensatore di prebende e privilegi, anche persone apparentemente miti e ragionevoli non esitano utilizzare tutte le tecniche di spiazzamento della comunicazione che il centrodestra berlusconiano ha imparato a maneggiare così bene. Se qualcuno fa una domanda scomoda, basta semplicemente parlare d'altro.

Ne avevamo parlato qualche mese fa, a proposito dei dibattiti televisivi. Un altro esempio è questa questa intervista (v. l'estratto sotto), apparsa venerdì 26 febbraio su Repubblica, al deputato Maurizio Lupi (PdL), che elude completamente l'argomento delle domande sulla sentenza della Cassazione a proposito del reato di corruzione commesso da Berlusconi, ma prescritto.

mercoledì 3 marzo 2010

Licenziamenti senza ostacoli. Il Governo ci riprova.



Riporto un estratto da un articolo di Repubblica
.


Licenziamenti, arriva la legge per aggirare l'articolo 18

ROBERTO MANIA

ROMA - Aggirare l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, quello che tutela dal licenziamento senza giusta causa, e anche altre norme della nostra legislazione sul lavoro. Ma senza dirlo, almeno direttamente.
(...)
In quel testo (il disegno di legge 1167-B) c'è scritto che le controversie tra il datore di lavoro e il suo dipendente potranno essere risolte anche da un arbitro in alternativa al giudice: o l'uno o l'altro. Un cambiamento radicale rispetto alla tradizione giuridica italiana, dove c'è sempre stata una forte diffidenza nei confronti dei lodi arbitrali di stampo anglosassone. Un affievolimento di fatto delle tutele a favore del lavoratore, la parte oggettivamente più debole in questo tipo di controversie. E anche, appunto, un superamento dell'articolo 18, come di altri vincoli legislativi. Perché di fronte a un licenziamento l'arbitro deciderà "secondo equità". "Secondo la sua concezione di equità, non secondo la legge"-

L'articolo intero sta qui.

martedì 2 marzo 2010

Travaglio: condannato o no ? Ma chi se ne frega.

Capita spesso che, durante Annozero, i politici e i giornalisti chiamati a sostenere le tesi della destra attacchino con veemenza Marco Travaglio apostrofandolo con l'epiteto "condannato!". Con questo intendono ovviamente rivoltare contro di lui il suo stesso atteggiamento (che essi definiscono "moralistico") di censura e disprezzo verso i politici che hanno problemi con la giustizia.

Normalmente la reazione di Travaglio è quella di sventolare in diretta il proprio certificato penale, orgoglioso del fatto che su di esso risulti la parola "Nulla". Segue di solito un accavallamento di voci e grida, con i suoi antagonisti che continuano ad accusarlo di essere stato "condannato".

1) Come stanno le cose ?
Chi vuole farsi un'idea può dare un'occhiata alla pagina di Wikipedia dedicata al giornalista dove si vede che effettivamente le condanne sono arrivate, ma in sede civile e non penale. Si tratta per lo più di cause per diffamazione, in cui i ricorrenti si sono sentiti danneggiati dall'essere stati ingiustamente accostati, nei suoi articoli, a fatti a loro estranei.

2) È proprio necessario spaccare il capello in quattro sulle condanne di giornalisti e politici ?
Io sono convinto che occorre realmente separare il piano politico da quello giudiziario.
Attaccarsi al "rinvio a giudizio", o allo status di "indagato" per trarne considerazioni politiche non porta da nessuna parte, e consegna alla magistratura un potere di veto e di condizionamento sulle scelte della politica.

Il giudizio politico dovrebbe invece restare indipendente da considerazioni giudiziarie; dovrebbe considerare *un fatto* (se davvero c'è un fatto), e giudicarlo politicamente per quello che è, indipendentemente dalla sua qualificazione di reato (cosa che spetta alla magistratura).

Esempi:
- Berlusconi trasporta in Sardegna i suoi ospiti con gli aerei di Stato. La magistratura stabilisce che non è un reato. Ma il giudizio politico "di condanna" resta tutto in piedi.

- Decine di senza-casa sono in attesa da anni di una casa popolare, e il Comune da anni non scorre le graduatorie per assegnare le case popolari vuote. Se costoro, esasperati, decidono di occupare abusivamente un fabbricato inutilizzato, è vero che violano la legge, ma la mia considerazione politica è ben diversa.

Così come il giornalismo militante (direbbero: giustizialista) si attacca comodamente alle sentenze di condanna e ai rinvii a giudizio, anche certa classe politica cade troppo spesso nella facile tentazione (anche la sinistra ci casca) di rifugiarsi dietro le comode pronunce della Giustizia per restituire "onorabilità" a personaggi squallidi.

lunedì 1 marzo 2010

Medagliere: Davide contro Golia.

Permettete ? Qualche giorno fa ho raggiunto il traguardo di 1.000 interventi sul Forum di Ubuntu-Linux, guadagnandomi i galloni di "Hero Member" !

Festeggio l'evento, proponendo questa bella animazione della battaglia all'ultimo sangue tra il gigante e il piccolo pinguino.


(il video è stato scovato da m.l.n.)