mercoledì 28 aprile 2010

Cervelli (dei pubblicitari) in fuga.

Qualche giorno fa sul Fatto si parlava di una campagna pubblicitaria di Banca Intesa Sanpaolo che ha fatto infuriare i ricercatori universitari italiani.

In uno spot, girato tra l'altro da "la meglio gioventù" dei registi veltroniani, si racconta di un Italia fantastica, pronta a riaccogliere a braccia aperte i propri giovani talenti dispersi all'estero e inserirli proficuamente nella ricerca universitaria. Il tutto, ovviamente, con l'aiuto del sistema bancario, pronto a finanziare la ricerca.

L'effetto dello spot è stato unicamente quello di fare incavolare seriamente i ricercatori che, sentendosi presi in giro hanno inondato Facebook di commenti sdegnati e, armati di telecamera, hanno realizzato un contro-spot.

Ecco qui i due video a confronto.



domenica 25 aprile 2010

Insomma, Berlusconi ha risposto o no ?

Su Repubblica di venerdì scorso c'è un titolo che allude alle famigerate dieci domande, considerate ancora "senza risposta". Eppure a novembre scorso lo stesso quotidiano titolava festoso in prima pagina di averle ricevute, seppure per il tramite di Vespa.
Curioso, no ?
(l'anteprima di questo post sta nel blog "Pazzo per Repubblica")

Repubblica del 6 novembre 2009


Repubblica del 23 aprile 2010

giovedì 22 aprile 2010

Si fa presto a dire Obama.


"I Have a dream!" Si ricorda sempre questa singola frase dello storico discorso che Martin Luther King, pastore protestante e leader del movimento non violento per i diritti civili dei neri americani, tenne dinanzi al Lincoln Memorial il 28 agosto del 1963.

Ma per intuire cosa sia stato quel movimento e quale forza poterono avere nel 1963 quelle parole, bisogna vederlo ed ascoltarlo tutto. Guardare le facce serie che circondano l'oratore, la quantità di persone che ascoltano, considerare il significato del luogo dove fu tenuto (Lincoln era stato il Presidente che aveva varato la legge di abolizione della schiavitù), "percepire" la progressione incalzante delle parole, valutare l'attualità di concetti come questo: "Sogno che i miei quattro figli piccoli un giorno vivranno in una nazione dove non saranno giudicati per il colore della pelle, ma per il contenuto della loro personalità."

Senza M.L.King, Obama non sarebbe diventato Obama.

Qui il testo integrale, qui una traduzione in italiano.

(di Angelo Furnari)


martedì 20 aprile 2010

La Destra riporta l'Italia indietro.

C'è ancora qualcosa che, in questa fase di confusione tra cosaèdidestra e cosaèdisinistra, aiuta il nostro senso di orientamento politico.

Di una, per esempio, abbiamo parlato qualche settimana fa: si tratta del tentativo dell'attuale governo di destra di spostare la competenza sulla risoluzione delle controversie di lavoro dalla magistratura agli arbitri privati. Una cosa del genere rende bene l'idea di cosa è capace di fare il Potere mentre narcotizza i cervelli dei propri sudditi di fronte alle tv.

Adesso arriva anche, ampiamente annunciata, la marcia indietro a tutta forza sulle liberalizzazioni. Quelle famose lenzuolate di Bersani che i soloni di turno si affrettavano a ipercriticare perché "inutili", "troppo timide", perchè "c'è ben altro da liberalizzare".
Eccovi serviti.

Dando voce alle pretese degli Ordini professionali, (lievemente) intaccati nei loro privilegi dalle lenzuolate, adesso il governo Berlusconi annuncia che intende "riformarle".

In mezzo a tutta la fuffa che ci sentiremo raccontare, il succo è la rentroduzione delle tariffe minime obbligatorie, che Bersani giustamente aveva eliminato.

Come detto e ripetuto più volte dalla nostra autorità Antitrust, l'abolizione del minimo tariffario sulle prestazioni dei professionisti comporta benefici per i consumatori: maggiore concorrenza e quindi riduzione dei costi per i consumatori.
In un regime di tariffe minime, per esempio, un giovane avvocato non può affacciarsi sul mercato a tariffe più basse per farsi conoscere; e, a parità di costi, i consumatori preferiranno ovviamente rivolgersi a coloro che hanno più esperienza.

I rappresentanti dei professionisti, molto bravi in questa azione di lobbing, ribattono da sempre che la soglia minima delle tariffe è uno strumento in mano al consumatore perché costui non sarebbe in grado di valutare ex ante la qualità del professionista e finirebbe per rivolgersi sempre a chi pratica prezzi bassi, ma a scapito della qualità.
Ma come sono amorevoli, questi professionisti, a prendersi cura dei loro clienti !

Il fatto è che argomentazioni di questo tipo nascondono il timore dei professionisti già affermati di cedere alle aspettative di coloro vogliono da fuori accedere al mondo delle professioni. In buona sostanza sono una barriera all'ingresso, a scapito di consumatori e neolaureati senza uno studio di un parente su cui contare.

sabato 17 aprile 2010

Il Giornale di Sicilia batte il Fatto.

La foga antiberlusconiana fa perdere la testa al quotidiano di Marco Travaglio, che cade in un grossolano errore a proposito del dato sulla pressione fiscale diffuso dalla Banca d'Italia.
Come persino il Giornale di Sicilia è in grado di spiegare, è vero che la pressione fiscale è salita, ma non è vero che ciò significhi che sono aumentate le tasse (come strilla il Fatto).
La pressione fiscale è il rapporto tra le entrate tributarie e contributive delle Amministrazioni Pubbliche e il PIL. Si da il caso che le prime siano DIMINUITE, ma un po' meno del PIL; da qui la riduzione del rapporto.
Questi sono i titoli del Fatto (in prima pagina, sopra la testata) e del Giornale di Sicilia.

venerdì 16 aprile 2010

Gino Strada e le cazzate.

Ogni tanto bisogna armarsi di santa pazienza e sangue freddo per farsi un'idea di cosa si pensa e si scrive sui quotidiani berlusconiani.

In questo editoriale di Maria Giovanna Maglie, per esempio, i collaboratori di Emergency arrestati (sequestrati) in Afghanistan vengono definiti "coglioni" e"poveracci".

E Gino Strada ? Un "profittatore" che si permette di scrivere "cazzate" come:
"Spero che si rafforzi la convinzione che le guerre, tutte le guerre sono un orrore";
"Fare il chirurgo di guerra mi piace, non riesco a immaginare un altro mestiere che possa piacermi di più";
"Le organizzazioni umanitarie non possono accettare i soldi della politica e della guerra".

lunedì 12 aprile 2010

Paolo Borsellino: eroe o tarocco ?

Una triste parabola, quella dei giovani di destra. Dall'esaltazione di Paolo Borsellino:

... al suo dileggio (la foto è stata scattata alla recente manifestazione nazionale del PdL):

sabato 10 aprile 2010

Dove trovare libri italiani a Cambridge (UK).

Dopo la dritta sui giornali, ecco quella sui libri. A Cambridge (UK) ci sono bellissime librerie, alcune delle quali grandi e molto assortite.
Una di queste è Heffers, situata in centro (vedi mappa più giù). All'ingresso ci si imbatte nell'espositore dei giornali. La cosa curiosa è che è possibile scegliere il quotidiano e depositare il dovuto nella cosiddetta "honesty box", senza passare dalla cassa.




È l'unica libreria dove ho visto in vendita anche libri nelle principali lingue straniere. Tra questi, quelli in italiano occupano circa cinque scaffali. Si va dai classici della nostra letteratura (Dante, Machiavelli) alla narrativa più o meno recente (Camilleri, Carofiglio, e poi all'indietro Silone, Pirandello, etc.).


Visualizzazione ingrandita della mappa

giovedì 8 aprile 2010

Chi la fa, l'aspetti

A volte le realizzazioni della Pixar mostrano significati che vanno al di là delle intenzioni dei registi. "Pennuti Spennati" ("For the birds", del 2000) sembra "il dilemma del prigioniero" in versione cartoon: con gli "altri" è meglio collaborare anziché combatterli. La colonna sonora è "Take Five" suonata dal quartetto di Dave Brubeck. Oscar 2002 come miglior cortometraggio d'animazione.
(di Angelo Furnari)

domenica 4 aprile 2010

Non può vincere sempre lui.

La quota di internauti che utilizza Internet Exlorer, il browser di Microsoft che ci si ritrova in ogni installazione di Winsows, è in continuo calo. È già successo in passato con Mosaic e con Netspace (fu il mio primo browser, quando mi connettevo grazie a "Video on Line"), e adesso anche Explorer sembra avviato sul viale del tramonto, a beneficio di Mozilla Firefox e, in prospettiva, già si intravede l'assalto di Safari e Chrome, basati sulla stessa piattaforma ("Webkit").

Sono sempre di più (*) infatti coloro che, disgustati dalle sue sconcertanti pecche in fatto di sicurezza, scelgono di passare a Mozilla Firefox, un browser "open" (tutti possono leggere e, volendo, modificare il suo codice sorgente). Grazie al modello open source migliaia di sviluppatori fanno praticamente a gara nello scoprire le falle e correggere gli errori, con grandi benefici in termini di frequenza degli aggiornamenti di sicurezza.

Per provare ad arginare gli attacchi della "concorrenza" Microsoft investe parecchie risorse in pubblicità per il suo browser. Talvolta con risultati imbarazzanti.

(*) Il grafico è preso da qui.