giovedì 28 aprile 2011

Anche Giacomo Leopardi chiese una raccomandazione.

"La fabbrica dell'obbedienza" è un saggio di Ermanno Rea sulla naturale inclinazione degli italiani al servilismo, alle bugie, all'opportunismo individualista.

L'autore indaga sulle origini storiche di questo atteggiamento, e le individua nel trionfo della Controriforma e nella presenza della Chiesa cattolica, da sempre schierata contro qualsiasi anelito di autodeterminazione individuale dei "sudditi". I due principali strumenti ai quali Essa ha fatto ricorso a questo scopo sono la Confessione e il Perdono, con la conseguenza di disincentivare negli italiani l'assunzione di qualsiasi responsabilità per le proprie azioni e favorire l'asservimento delle coscienze.

Il Fascismo, il potere democristiano e il Berlusconismo non sono che la naturale evoluzione di questo processo.

Il libro contiene molte curiose citazioni. C'è per esempio la lettera di raccomandazione che uno dei massimi poeti italiani, Giacomo Leopardi, indirizzò al cardinal Consalvi, ex segretario di Stato vaticano, per essere aiutato a trovare un impiego. Di seguito copio un piccolissimo estratto.

"Eminentissimo Principe. Incoraggiato dai luminosi esempi di sua generosa benevolenza verso quei sudditi Pontifici (...) supplico l'Eminenza Vostra Reverendissima a rivolgere anche sopra di me i suoi benefici sguardi".


Il resto sta nel libro.

martedì 26 aprile 2011

Dal folk al jazz: abballati, abballati.

Una ballata della migliore tradizione folk siciliana.
Prima la versione tradizionale, poi una bella rivisitazione jazz.





(da una segnalazione di Virus)

domenica 24 aprile 2011

Sciopero, istruzioni per l'uso.

Dal comunicato di un sindacato, diffuso qualche giorno prima di un'astensione dal lavoro, estraggo queste brevi note. In questo periodo è bene ribadire anche i concetti fondamentali.

- Lo sciopero è un diritto.

- Il dipendente che intende scioperare non è in nessun modo tenuto a comunicare la sua assenza durante la giornata di sciopero, né tanto meno nei giorni precedenti.

- Le strutture non possono in alcun modo chiedere ai propri addetti le proprie intenzioni riguardo allo sciopero, né informalmente né tanto meno formalmente.

- Chi è reperibile e/o turnista può tranquillamente scioperare come gli altri (ovviamente non gli verrà corrisposto la giornata di reperibilità o di turno), e come gli altri non è tenuto a comunicare la sua intenzione (leggi punto precedente). Inoltre, non è assolutamente tenuto a trovare un suo sostituto.

- Chi intende scioperare, è naturale che, per la giornata di sciopero, si auguri di creare disservizi all'azienda e alla propria struttura, senza per questo voler ledere il rapporto di fiducia instaurato con quest’ultima. Lo sciopero non è un affare personale tra il dipendente e la struttura di appartenenza.

- L'adesione allo sciopero non può giustificare né costituire motivo di discriminazione nei confronti del lavoratore.

martedì 19 aprile 2011

Il colore è tutto.

Frammenti di una conversazione telefonica origliata sulla spiaggia di Mondello, mentre stavo disteso sulla sabbia a prendere il primo sole. E' domenica mattina.
Lui è un giovanotto sulla trentina vestito lussuosamente casual, cappello simil-sombrero in testa, seduto sulla pedana di legno con le spalle appoggiate alla palizzata. Una gamba distesa, l'altra piegata. Parla al cellulare con un tono non eccessivamente alto, ma quanto basta affinché io e altri casuali vicini possiamo ascoltare distintamente.

Giovanotto: "Alla fine l'ho presa. Sì, l'ho presa".
Interlocutore: "...".
G.: "Eeeehhhh, mi sono deciso, non è che potevo aspettare ancora. Ormai sta arrivando l'estate".
I.: "...".
G.: "Grazie. L'ho ormeggiata qui vicino. Veni a trovarmi, così la vedi".
I.: "...".
G.: "Mi è costata un casino, ma sono contento".
I.: "...".
G.: "Se l'è intestata mio fratello. Io non potevo, lo sai".
I.: "...".
G.: "E poi lui risulta disoccupato. E ci spettano delle agevolazioni".
I.: "...".
G.: "Nera. Così mi ricordo da dove viene".


venerdì 15 aprile 2011

Regione Siciliana rimandata in storia.


Come tutti sappiamo quest’anno si festeggiano i 150 anni dall’Unità d’Italia. Infatti il 17 marzo del 1861 il primo Parlamento unitario, eletto dopo i plebisciti che avevano sancito l’annessione di vari territori italiani al Regno di Sardegna, modificò il nome del Regno sardo in Regno d’Italia e proclamò Vittorio Emanuele II primo Re d’Italia.

La Regione siciliana, forse perché presieduta da un autonomista, sembra un po’ restia a partecipare a questi festeggiamenti, e così sul suo sito istituzionale campeggia, nella home page, un riferimento ai 150 anni, ma non dall’unificazione: 150 anni dalla spedizione dei Mille. La spedizione garibaldina, come anche i bambini delle scuole elementari sanno, è avvenuta nel 1860, per cui i 150 anni cadevano l’anno scorso.

Delle due, una: il riferimento ai 150 anni è sul sito dallo scorso anno, e quindi ci si è dimenticati di cancellarlo ora, oppure è spuntato quest’anno, e allora siamo al plateale errore storico.

(di josh71)


mercoledì 13 aprile 2011

Wikileaks mostra i danni collaterali (solo per stomaci forti).

Nella puntata di Report di domenica scorsa, dedicata soprattutto alle implicazioni per la privacy della diffusione massiccia dei social network, nella parte finale si è parlato di Wikileaks, il famoso sito che pubblica documenti top secret.

La pubblicazione di questi documenti ci pone davanti a interrogativi di una certa profondità: quando e quanto la ricerca della verità e la consapevolezza dell'opinione pubblica incontrano un limite nella difesa della sicurezza nazionale ?

Prima di rispondere a domande come questa, credo sia giusto guardare il video di Wikileaks che Report ha trasmesso verso la fine della trasmissione (quando il cursore segna 1 ora, 10 minuti e 40 secondi), con la sequenza di un bombardamento USA su vittime innocenti in Iraq ripresa dall'elicottero che attacca, e la traduzione in italiano delle parole del pilota, consapevole di uccidere un giornalista e l'uomo che cerca di salvargli la vita.

domenica 10 aprile 2011

Le verità di nonna Annarella.

I marines e la Libia.

From the halls of Montezuma,
to the shores of Tripoli
We fight our country's battles in the air,
on land and sea

Sono le strofe iniziali dell'inno dei marines, composto ben 210 anni fa. Come si legge, e come ci fa notare questo articoletto dell'inserto culturale del Sole 24 Ore (a proposito: si tratta una pubblicazione di elevata qualità), la Libia era fin da quegli anni al centro dell'attenzione delle forze militari americane.

venerdì 8 aprile 2011

Perline colorate per la tribù di Lampedusa.

Raccontate dagli stessi lampedusani, le amare vicende di queste settimane risultano più comprensibili. Questo, per esempio, è un blog mantenuto da giovani di Lampedusa. Può essere un buon punto di osservazione.

Per esempio qui hanno messo la trascrizione del famigerato discorso di Berlusconi.
Qui invece c'è una lucida lettera aperta di un consigliere comunale di Lipari, del partito di Vendola, indirizzata al presidente dell'Ancim (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori), notevole soprattutto dove nota che "Berlusconi va in un’isola minore della Sicilia e non parla di scuole, di ospedali e strutture sanitarie, del costo dell’acqua, della qualità della vita della gente, di trasporti marittimi, ma di campi da golf, porti franchi e casinò".

mercoledì 6 aprile 2011

Scova l'errore: il Presidente continua a scriverti.

A distanza di anni, la burocrazia regionale non si è ancora accorta del refuso presente nella lettera di accompagnamento della tessera sanitaria. Ma che sarà mai, in fondo si tratta di una lettera spedita soltanto a centinaia di migliaia di individui.

lunedì 4 aprile 2011

Lampedusa rinascerà... più bella e più suberba che pria.

Berlusconi a Lampedusa mi ha fatto venire in mente una celeberrima interpretazione di Ettore Petrolini. Il potente e il popolo: una storia vecchia come il mondo.