lunedì 13 febbraio 2012

Non è una semplice area giochi.


Di questi tempi si sente parlare spesso di "best practice": il miglior modo di fare una cosa, a cui ci si può ispirare quando è necessario. In vista delle elezioni comunali della prossima primavera, abbiamo pensato di pubblicare una rassegna di "esempi da seguire" in tema di servizi ai cittadini.

Cominciamo con le aree-giochi di Barcellona: sembrano semplici spazi attrezzati con un po' di sabbia e qualche gioco per bambini, ma in realtà si tratta del punto di arrivo di un'accurata progettazione. La società comunale che si occupa dell'ambiente urbano (dagli arredi lungo le strade alla raccolta ed al riciclo dei rifiuti) ha suddiviso il "target" di questo particolare servizio in tre fasce: fino a 6 anni, da 6 a 12 anni, oltre i 12 anni.

Per ciascuna fascia è stata progettata un'area-gioco con caratteristiche specifiche: giochi più semplici per i più piccoli, giochi più complessi per i più grandi; diversa attenzione alla pavimentazione, diverso dimensionamento. In alcune aree sono presenti giochi che possono essere usati contemporaneamente sia dai bambini normodotati sia da quelli con abilità ridotte, in modo da favorirne l'integrazione. Ciascuna area è recintata e dotata di sedie o panchine per i genitori.

In tutta la città (compreso il centro storico) sono stati individuati circa 700 spazi dove collocare le aree-gioco, così da realizzare una distribuzione capillare ed uniforme sull'intero territorio. Per quanto riguarda il centro storico, pieno di stradine di origine medievale, sono stati utilizzati spazi risultanti dalla demolizione di edifici fatiscenti. Gli stessi operatori che provvedono alle aree verdi della città controllano settimanalmente che i giochi installati siano in buone condizioni di sicurezza e pulizia. Nel sito della "Barcelona pel Medi Ambient" è possibile individuare collocazione, destinatari e caratteristiche di tutte le aree. E c'è anche una descrizione di tutto il comparto, in spagnolo, catalano ed inglese.

Ora pensate a Palermo: attualmente, dove si trova il posto più vicino dove portare vostro figlio a giocare sull'altalena? Quanto è distante da casa vostra? Potete raggiungerlo a piedi?

(di Angelo Furnari)



8 commenti:

  1. Singolare consonanza con il post di Davide Faraone di oggi:
    http://www.davidefaraone.it/default.asp?p=140&utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+davidefaraone+%28Davide+Faraone%29#

    RispondiElimina
  2. Formulare una proposta non è molto difficile: basta, appunto, osservare chi è più avanti di noi. La vera sfida sarebbe (sarà?) quella di applicare la proposta alla città di Palermo (trovare i finanziamenti, progettare, realizzare, mantenere). Perché è inutile negare che se si realizzasse una cosa del genere, per la nostra città sarebbe una vera rivoluzione, culturale e materiale.

    RispondiElimina
  3. Questo non significa che sia impossibile, anzi credo che almeno culturalmente siamo "maturi".

    RispondiElimina
  4. Io purtroppo non penso siamo ancora culturalmente all'altezza, basta dare un'occhiata ai gruppi di adolescenti bercianti e dialettali che al pomeriggio si riversano in mandrie nei centri commerciali cittadini, ma ciò non vuol dire che non ci si possa provare, a patto che la cosa non si trasformi nell'ennesima mangiatoia per questa o quella impresa o serva al tale consigliere di circoscrizione per farsi bello agli occhi dei condòmini...

    RispondiElimina
  5. Intanto, il giovane Davide non ha ancora risposto (dopo due giorni) alle osservazioni alla sua proposta pubblicate sul suo sito. Che si tratti solo di promesse?

    RispondiElimina
  6. ...alle MIE osservazioni...

    P.S.: c'è stato un incremento delle misure di sicurezza del blog?

    RispondiElimina
  7. Due parole di verifica e scritte in modo che i vecchietti non possano leggerle!

    E se fai l'anteprima te ne chiede altre due!

    RispondiElimina