domenica 29 maggio 2011

Il latte versato del professor Bisin.

Gli intellettuali, specie quelli vicini alla sinistra, sono bravissimi nel fare le pulci alla parte politica nella quale pure si riconoscono, e danno troppo per scontati i motivi di assoluta distanza dalle tesi e dai comportamenti della destra. Questo, in linea generale, è cosa buona e giusta: quanto più severo è il vaglio al quale la sinistra si sottopone, tanto migliore ne risulterà la qualità delle proprie idee.

Ma questo è vero nel medio-lungo periodo. Cosa succede invece se queste analisi rigorosissime vengono condotte in periodi "caldi", di scontro accesissimo, di polemiche preelettorali ? In questi casi è altissimo il rischio che l'analisi si trasformi in "fuoco amico", che la destra è abilissima a strumentalizzare. Il caso di ingenuità di Alberto Bisin, uno di quei brillanti cervelli andati via dall'Italia, oggi professore di Economia alla New York University, insegna molto al riguardo.

Qualche giorno fa, nel pieno della campagna elettorale per le comunali di Milano, il prof. Bisin pubblica un articolo sul sito Noise from Amerika. Dopo un preambolo di 4 righe, peraltro definito esplicitamente "fuori tema", dove si premura di censurare aspramente la famosa vigliaccata di Letizia Moratti al temine del confronto televisivo con Pisapia su Sky, il professore si produce in una serrata e ficcante analisi del programma elettorale di Pisapia, mettendone in rilievo tutti i difetti: il vizio, endemico a sinistra, di affidare la risoluzione di tutti i problemi all'intervento pubblico, la promessa di istituire una pletora di nuovi organismi amministrativi, l'inconsistenza e la vaghezza di alcune proposte e la prolissità e complessità del linguaggio utilizzato. Chi segue Bisin può intuire che quelle sono critiche, per così dire, "dall'interno", cioè opinioni che, sebbene fortemente negative, non scalfiscono la preferenza per questa parte politica e il dispregio per gli avversari.

Ma cosa ti combinano quei diavoli di "Libero" ? Prendono il post di Bisin e lo pubblicano pari pari nel quotidiano, tranne l'incipit con la severa censura per la Moratti, con il titolo "Studio Usa smonta il programma. Statalismo regole e tante tasse: il socialismo post-moderno di Giuliano".

Il professore, alla vista della propria firma sotto un articolo del quotidiano Libero, non la prende affatto bene e la redazione di NfA pubblica un ulteriore post dal titolo "Episodi di cialtroneria elettorale" protestando in buona sostanza per la scorrettezza del quotidiano di centrodestra, reo di avere "censurato" il pezzo più scomodo (per loro). Lo stesso Bisin interviene sul sito per assicurare il sostegno a Pisapia e augurargli una sonante vittoria.

Ora, al di là degli aspetti legali (i pezzi del sito NfA sono pubblicati sotto una licenza che consente di copiarli citandone la fonte, cosa che Libero ha fatto), è vero che Libero ha fatto una furbata da quattro soldi non includendo il pezzo iniziale. Resta però, a mio avviso, il fatto sostanziale, cioè che il professore, pur con le migliori intenzioni, ha scritto un pezzo molto severo nei confronti del programma di Pisapia e che Libero, con la sua pubblicazione, non ha fatto altro che inserirlo in un "circuito" mediatico più grande del previsto.

A questo punto, è inutile piangere sul latte versato. Se davvero il programma di Pisapia gli fa tanto schifo, continui pure a dirlo, senza queste mezze marce indietro. Molto più dignitosi, allora, i sostenitori di Grillo: fin dall'inizio hanno sostenuto la loro "equi-lontananza" da entrambi i poli, e se ne sono allegramente infischiati quando qualcuno ha provato a rimproverarli per "aver fatto perdere" questo o quel candidato di sinistra.

sabato 28 maggio 2011

Elezioni "de paura".

In questa serena giornata di riflessione pre-elettorale, un ragionato appello a votare con raziocinio.




venerdì 27 maggio 2011

Oreto Adventure (camminando nella merda).

Un bel documentario, un'avventura vissuta lungo il corso del fiume palermitano, in mezzo a carcasse, schiume inquietanti, ma anche scampoli di inaspettata bellezza.
Il lavoro è ancora al livello di trailer. L'autore è Igor d'India.





lunedì 23 maggio 2011

Cicatrici

Ci sono ferite che non guariscono mai completamente.
Cicatrici che, anche dopo 19 anni, al cambio di tempo, inesorabilmente ci ricordano chi siamo e dove viviamo.
Il 23 maggio del 1992 il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e la sua scorta venivano fatti saltare in aria assieme ad un pezzo dell'autostrada che dall'aeroporto conduce alla città di Palermo.



(di Angelo Furnari)

sabato 21 maggio 2011

Pensano al dialetto, che imparino l'italiano.

Il Parlamento siciliano ha appena approvato una legge che introduce l’insegnamento della letteratura e della lingua siciliana nelle scuole di ogni genere e grado in regione.
L'innovazione, va da sè, non comporterà oneri aggiuntivi per il sistema scolastico, e le ore di lezione (due alla settimana, a quanto sembra) troveranno collocazione nell'ambito degli attuali insegnamenti di storia e di italiano.

Dal momento che il tempo di lezione è una risorsa finita, in primo luogo sarebbe onesto, da parte del legislatore regionale, indicare quali altri parti del programma di storia e d'italiano dovranno essere sacrificate per fare spazio alla "cultura siciliana".

In secondo luogo noterei che almeno uno tra gli esimi onorevoli entusiasti di questo provvedimento, prima di pensare al dialetto, farebbe molto meglio a concentrarsi sul proprio livello di apprendimento della lingua italiana.

lunedì 16 maggio 2011

Che fatica ripiegare quella scheda.

Si vede chiaramente che Silvio si è incasinato tentando di ripiegare la scheda elettorale.
Poi c'è pure chi ha notato che, infilandola personalmente nell'urna, ha violato la legge.

venerdì 13 maggio 2011

Repubblica perplime.

Repubblica sdogana il verbo "perplimere", inventata da Rokko Smitherson, alias Corrado Guzzanti.

La parola è ancora assente dai migliori vocabolari della lingua italiana, e su di essa l'Accademia della Crusca sospende il giudizio, in attesa di verificarne "la continuità e l'ampiezza della diffusione nei prossimi anni".

giovedì 12 maggio 2011

Adinolfi su Pisapia, in stile Moratti.

Ci indignamo perchè la candidata di Berlusconi a Milano non esita a distorcere gravemente la verità pur di buttare fango su quel galantuomo di Pisapia.

Poi c'è Mario Adinolfi, noto blogger iscritto al Partito Democratico e, per il PD, già candidato alla segreteria nazionale, già membro dell'assemblea costituente, già membro della commissione statuto e della direzione nazionale, candidato (non eletto) alle politiche del 2008.

Ecco, il linguaggio oggi adottato da Adinolfi sul suo giornale online, riferito a Giuliano Pisapia, non mi pare molto diverso.

"...un vecchio comunista con un passato di contiguità con la sinistra peggiore, sostenuto anche dall'altra moglie dell'altro petroliere inquinatore (e, con la fregatura delle azioni Saras, anche altro)".

mercoledì 11 maggio 2011

Psicosi del terremoto a Roma: i numeri al lotto di Corriere.it (e dell'Aduc).

L'associazione dei consumatori Aduc deve aver condotto una rapidissima indagine (in mezza giornata) su tutta la popolazione residente a Roma (2 milioni e 700 mila persone), presso tutti i luoghi di lavoro (poco meno di 400 mila nell'intera provincia), per concludere che oggi, nel giorno della psicosi per l'avverarsi della profezia del terremoto, "il 20 per cento dei romani non è andato a lavorare".
E il sito Corriere.it ha ritenuto la notizia meritevole di pubblicazione con richiamo in prima pagina.

martedì 10 maggio 2011

Con il babbo farmacista il lavoro è assicurato.

C'è qualcosa di amaro nella classifica delle facoltà universitarie palermitane pubblicata da Repubblica Palermo in un articolo del 4 maggio scorso. Si parla di un'indagine sulla condizione lavorativa dei neolaureati a distanza di un anno dal conseguimento del titolo accademico.

Al di là del dato generale, commentato nell'articolo, sulla riduzione del numero complessivo di coloro che trovano lavoro entro un anno, si può osservare che le facoltà più "produttive" (nel senso citato) sono in sostanza proprio quelle più collegate alle caste (farmacisti, medici, architetti) dove è molto probabile che, chi si immatricola, lo fa in vista di una sicura sistemazione nello studio di papà, oppure di un "aiutino" per entrare nella sanità pubblica. Altrimenti, meglio cambiare aria.

sabato 7 maggio 2011

Formigoni e Mr Bean.

Nonostante i vari sfottò che girano in Rete, a mio giudizio i video girati per la campagna elettorale di Formigoni sono ben fatti e, sebbene trasudino narcisismo e siano vuoti di contenuto (in senso tradizionale), assolvono molto efficacemente alla loro funzione di veicolare l'immagine belloccia del Presidente della Regione Lombardia e associarla agli strumenti più moderni della comunicazione social.

Il più carino mi sembra questo. Poi c'è anche questo e, per gli amanti del genere, c'è pure il backstage (non male).

L'attenzione suscitata è stata tale che qualcuno, volendone fare una parodia, ha finito per amplificarne ulteriormente la diffusione, grazie all'irresistibile presenza di Mr Bean.


lunedì 2 maggio 2011

La Sicilia dal 1876 ai nostri giorni.

La storia è maestra di vita. Ce lo insegnò Cicerone, e ne possiamo avere una dimostrazione tangibile confrontando la situazione della Sicilia di oggi con quella che descrissero Leopoldo Franchetti e Sydney Sonnino, intellettuali ed esponenti della Destra storica del tempo, nel 1876, nella loro celebre inchiesta sulle condizioni politiche e amministrative dell'Isola.

Il documento, ancora oggi in commercio (Donzelli Editore, 2011), lascia sgomenti per la lucidità e la profondità dell'analisi sui complicati meccanismi sociali che regolano la vita civile (e incivile) dei siciliani e, soprattutto, per la sua tuttora integra validità come strumento per capire la Sicilia di oggi.

Insomma, sono passati oltre 130 anni dalla stesura di quel testo, e vi possiamo leggere cose come questa:

"Un funzionario che, prendendo la sua missione sul serio, cercando in buona fede, senza guardare ad altro, di far prevalere l'interesse generale, pigli un provvedimento savio, realmente utile, se, volendo o no, ha leso qualche interesse potente, si vede ad un tratto sorger contro una tempesta di pubblica opinione, nata non si sa come, venuta non si sa da dove.

Da ogni parte si brandiscono sul suo capo tutti i ferri vecchi e rugginosi della fraseologia liberale, i sacri diritti del cittadino, gl'immortali principii, ecc. ecc.; al suo provvedimento sono date le interpretazioni più assurde, attribuiti i motivi più odiosi; si sente rovesciare addosso una valanga di accuse le più ridicole, le più inverosimili; sente condannare e criticare al medesimo modo dalle medesime persone i suoi errori e i suoi provvedimenti più giusti e lodevoli".