venerdì 31 dicembre 2010

Dalla A di Assange alla Z di Zuckelberg.

Il settimanale americano Time ha nominato "Uomo dell'anno 2010" Mark Zuckelberg, il creatore di Facebook, ignorando la scelta dei propri lettori che, in un sondaggio promosso dallo stesso settimanale, avevano invece votato Julian Assange, il giornalista promotore del sito Wikileaks.

L'accostamento tra i due personaggi è davvero curioso: Assange svela i segreti del potere a tutti; Zuckelberg, con il suo Facebook, svela i segreti di tutti al potere.

lunedì 27 dicembre 2010

Ecco chi abbandona i rifiuti sui marciapiedi.

Ma guarda un po' chi abbandona sul marciapiede i sacchetti della spazzatura...
Erano le 10 di mattina quando ho visto questa bella composizione in via Francesco Paolo di Blasi, e fino alle 11.40 stava ancora lì. Con il risultato che il sito faceva da irresistibile "calamita" per i cittadini incivili.

sabato 25 dicembre 2010

A chi importa del 98% del paese ?

In un recente post sul suo blog, il giornalista e scrittore di politica Alexander Stille si domanda:

Come mai la destra americana era disposta a combattere strenuamente e a rischiare parecchio per difendere gli interessi del 2% del paese, mentre i democratici non erano disposti a fare altrettanto per l’altro 98%, quando i sondaggi dimostravano che la maggioranza degli americani era favorevole alla loro posizione? In parole povere, come mai la destra combatte e la sinistra no?

In Italia si verifica un fenomeno in qualche modo analogo. Berlusconi non esita a dipingere una possibile vittoria del centrosinistra come il ritorno dei seguaci di Pol Pot e a evocare lo spettro dei comunisti cinesi che avrebbero usato i bambini come concime. Mentre il buon Walter Veltroni ha fatto un punto di orgoglio del non attaccare il suo avversario e l’insistere su un problema lampante come il conflitto di interessi viene considerato una forma di demonizzazione di Berlusconi.

Stille, dopo aver formulato alcune ipotesi, le sottopone al giudizio dei suoi lettori, invitandoli a commentare.

La questione, a mio avviso, è centrale, e la risposta si trova proprio tra le prime righe: infatti se il centrosinistra, che rappresenta il 98% del paese, non combatte, mentre il centrodestra, che rappresenta il 2%, sì, la ragione sta semplicemente nel fatto che i dirigenti del centrosinistra appartengono a quel 2%.

giovedì 23 dicembre 2010

Le priorità del governo regionale.




Da tempo ho maturato la convinzione che, quando un politico dichiara con l'espressione contrita e desolata che ha dovuto tagliare servizi pubblici perchè "non ci sono più soldi", ci sta prendendo per i fondelli. Questa storia dei soldi che "sono finiti" è falsa semplicemente perchè i cittadini continuano - ovviamente - a pagare le loro brave tasse. Non risulta affatto che il prelievo fiscale sia diminuito, anzi.

Ciò che la politica di bassa lega non confesserà mai è che tutto si riduce quindi a una questione di priorità, di scelta degli interessi da proteggere. E questi due titoli di articoli apparsi in questi giorni su "Repubblica Palermo" rendono bene l'idea che, su temi fondamentali come l'istruzione, il merito, il futuro della nostra terra, l'attuale governo regionale non ha affatto rotto con il passato.

giovedì 16 dicembre 2010

Che fine faranno i nostri libri ?



Molte persone custodiscono in casa, esibendoli orgogliosamente, centinaia di libri. Ma la direzione dei cambiamenti tecnologici ci fa intuire che, nel nostro rapporto con la lettura, qualcosa è destinato a cambiare.

Da una parte c'è chi, come nell'affascinante video qui sopra, continua a esaltare le magnifiche e rivoluzionarie virtù dell'oggetto libro ("non c'è bisogno di ricaricarlo").

All'altro estremo ci sono invece i fanatici della tecnologia, che irridono i bibliomani con i polverosi ammassi di carta, sfoderando i loro fiammanti ipad.

La questione è affascinante, e in questo articolo apparso su "Il Post" viene affrontata con acume e intelligenza. L'autore sottolinea che occorre riconoscere che il nostro rapporto con i libri sta già cambiando, soprattutto per due motivi: il trasferimento su Internet del deposito delle informazioni, e l'accorciamento della durata della nostra attenzione su uno stesso tema.

La mia opinione è questa. Noi che siamo nati con i libri di carta, nel prossimo futuro continueremo a leggere su carta, ma conserveremo le informazioni (anche il già letto su carta) in formato digitale.

Ma i nostri figli, già nativi digitali, molto difficilmente rimarranno ancorati alla carta. Come conclude l'articolo del Post "cominciate a immaginare a cosa ne faranno i vostri figli, dei libri che lascerete loro".

mercoledì 15 dicembre 2010

Scova l'errore di Scilipoti.

L'idea e la foto sono tratte da qui.

Notevole è l'intero "sito" - anche se si fa fatica a chiamarlo così - dell'onorevole, dove si trovano frasi memorabili come questa:

E' da sempre mio desiderio realizzare una autentica unità politica e morale di tutta la Nazione e chi è stato artefice del proprio male, (virgola ?) non potrà essere la cura. Ci vuole il nuovo che avanza (?) e nutro la convinzione che non può esistere giustizia sociale senza libertà politica così come (così come ?) ne era convinto Giuseppe Saragat. La vera anomalia Italiana è la legge elettorale, Di Pietro nella precedente legislatura non ha nemmeno sollevato il problema. Oggi è vitale cambiarla per la democrazia del paese.

domenica 12 dicembre 2010

Palermo in coda alla classifica, come sempre.


Come ogni fine anno, il Sole 24 Ore ha pubblicato la classifica della qualità della vita nelle città italiane capoluogo di provincia, elaborata sulla base di una serie di indicatori statistici raggruppati in 6 categorie. Delle passate edizioni abbiamo parlato qui e qui.

Palermo si conferma tra le peggiori, al 101° posto su 107 (l'anno scorso era al 102°), e questo cattivo risultato dipende soprattutto dalla situazione delle attività economiche.
Meglio piazzata, e in salita dal 70° al 61° posto, Cagliari, dove migliorano in particolare la qualità dei servizi e dell'ambiente, e il tenore di vita.

venerdì 10 dicembre 2010

Una coerenza da Razzi.

Interrogato sulla sua intenzione di abbandonare Italia dei Valori e votare la fiducia al governo Berlusconi, l'on. Antonio Razzi ha risposto con logica ineccepibile: “Non ho cambiato idea, ho cambiato capo”.

giovedì 9 dicembre 2010

Salviamo il soldato Assange.

L'arresto di Julian Assange, per il mancato uso di un preservativo, è un attentato alla libertà d'informazione. Lo conferma, suo malgrado, il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini: "L'accerchiamento degli Stati ha avuto successo".


Firma la petizione QUI




mercoledì 8 dicembre 2010

Tutti ad Arcore !

Lo stato maggiore del PD si mostra scandalizzato per la visita di Matteo Renzi ad Arcore. Ma...

Bersani: "Per le riforme sociali
andrei ad Arcore anche a piedi"


(citato qui)

martedì 7 dicembre 2010

Frasi senza fondamento.

Il Ministero dell'Economia non ha molta fortuna con i comunicati stampa. Dopo quello sulle "puttanelle", è di qualche giorno fa questa nota che, nel testo, pare affermare che Tremonti abbia pronunciato frasi sconclusionate ("prive di fondamento").

lunedì 29 novembre 2010

La popstar che non esiste.

Dopo tante popstar più o meno rifatte, più o meno finte, dopo tante persone insignificanti rese personaggi di gran successo dall'industria musicale, in Giappone, dove spesso si precorrono i tempi, sono arrivati alla cantante che non esiste.

Si tratta di Hatsune Miku, un personaggio creato artificialmente dalla potenza dei calcolatori, con la voce sintetizzata campionando una base della voce (vera) di una vera cantante, e con il corpo disceso sui palcoscenici in forma di ologramma digitale.

giovedì 25 novembre 2010

Quando Berlusconi prometteva di pulire la Campania.

Estratto da una "Lettera di Berlusconi alle famiglie campane" pubblicata in grande evidenza sul Giornale il 19 marzo 2008, a poche settimane dalle elezioni politiche.

"Il primo impegno del prossimo governo sarà liberare Napoli e la Campania dalla montagna di rifiuti sotto la quale la classe dirigente del Partito Democratico - Prodi, Bassolino, Iervolino - le hanno sepolte.
Se avremo la responsabilità del governo, affronteremo questa sfida dal primo giorno di lavoro a Palazzo Chigi.
La catastrofe è talmente grande da rendere impossibile previsioni certe sui tempi necessari per riportare la situazione alla normalità".

sabato 13 novembre 2010

Un Ministero molto open, pure troppo.

A quanto pare, al Ministero dell'Economia hanno lasciato aperta a tutti (non si capisce se volontariamente o meno) una cartella contenente file e documenti vari, tipo bozze, appunti, roba buttata lì senza un ordine apparente.

Nulla di esplosivo. Ma dà un'idea di sciatteria e superficialità delle quali, in un Ministero della Repubblica, faremmo volentieri a meno.

Qualcuno si è preso la briga di scandagliare i curricula dei dirigenti di quel ministero alla ricerca delle loro autovalutazioni in materia di tecnologie informatiche.


giovedì 11 novembre 2010

Come abbiamo fatto finora senza Iphone ?

Dalla scorsa estate vivo senza Iphone. Come sanno i suoi utilizzatori, si tratta di un oggetto che tende a fagocitare giorno per giorno uno spicchio crescente delle proprie attività quotidiane. Molto spesso ci si chiede "ci sarà un app per questo ?".

Io lo utilizzavo, tra l'altro, per:

- orientarmi;

- ascoltare quando mi faceva più comodo le mie trasmissioni radiofoniche preferite ("Un giorno da pecora", "610" e "Golem");

- modicare documenti di testo e fogli di calcolo;

- tradurre dall'inglese all'italiano e viceversa (e ascoltando la pronuncia);

- fare la lista della spesa;

- trovare il titolo delle canzoni;

- prendere le misure degli oggetti;

- pubblicare post in questo blog,

oltre che per consultare la mia maibox, navigare su Internet, fare foto, (fare) giocare (mio figlio) e, dulcis in fundo, telefonare.

Insomma, ogni pretesto va bene per mettere le dita su quello schermo, per incollare lo sguardo e rischiare di apparire come un isolato, un drogato della tecnologia.

Perciò Microsoft ha realizzato questo video sarcastico.

martedì 9 novembre 2010

88 mila euro risparmiati. Grazie, Open Source !

La lenta, ma inesorabile avanzata della diffusione dei sistemi Linux comincia a impensierire Microsoft che, seppure continui a detenere una fortissima quota nel mercato dei sistemi casalinghi, non è altrettanto "brillante" nel mercato dei server aziendali, dove invece sono ampiamente preferiti i sistemi open source. E così, dopo un iniziale atteggiamento di sovrana indifferenza, ha intensificato le battaglie legali e di marketing.

Con questo video, per esempio, terrorizza le imprese sedotte da Open Office (l'alternativa gratuita e open a Microsoft Office) con la prospettiva di non trovare adeguata assistenza in caso di problemi. Le verità sulle quali si basa quel video stanno nei disagi iniziali e nelle spese per la formazione del personale, ma queste possono essere viste come un piccolo investimento in vista di consistenti benefici negli anni a venire. Tutto considerato, se solo si dispone dell'energia "culturale" per affrontare un cambiamento del genere, il gioco vale la candela.

Gli addetti ai lavori sanno che l'adozione di software open source, quasi sempre gratuito, non solo fa risparmiare alle aziende e alle pubbliche amministrazioni un bel po' di denaro senza rinunciare alla qualità (anzi) ma, se ben pianificata e supportata da qualcuna delle numerose aziende che forniscono specifica assistenza, non genera traumi particolari e diventa addirittura un'occasione per aumentare la conoscenza e il controllo sulle proprie risorse informatiche.

Per esempio, in questo "Piano triennale per il contenimento delle spese", il Comune di Cagliari ci informa che, grazie alla sostituzione di 310 software commerciali con quelli Open Source si è evitata una spesa di 88 mila euro (più IVA).

Il Comune di Modena parla addirittura di un risparmio di un milione di euro.

sabato 6 novembre 2010

Io so' io, e voi...

Non è (solo) lui che mi sconcerta, ma soprattutto quella parte d'Italia che applaude quando Sua Cafonaggine esibisce ai sudditi la sua sfrontata e immorale ricchezza.



giovedì 4 novembre 2010

Altro che ricattabilità.

Di fronte a questo abisso morale e politico, a questi giri di hostess, di escort, di procacciatori di escort, di emilifede, di lelemora e compagnia bella, vale la pena notare l'atteggiamento della sinistra politica e di quella intellettuale.

Tuttora incapace di elaborare alcunché di credibile da presentare agli italiani, il partito democratico pretende di suscitare entusiasmo puntando sulla questione del mancato rispetto delle procedure: la telefonata, la Questura, il PM, la burocrazia, etc... Ma, ormai lo abbiamo imparato, all'italiano medio non importa un fico secco delle procedure, a lui nessuno ha mai spiegato che il rispetto delle regole significa protezione dei più deboli; per lui il rispetto delle regole rimane una fissazione da fessi.

C'è poi la sinistra intellettuale, quella che ha in Repubblica il suo house organ. La sua "linea politica", sublimata negli editoriali di Giuseppe D'Avanzo, punta l'attenzione sul tema della ricattabilità del presdelcons: la sostanza dell'interesse pubblico nella vicenda tutta privata dei festini di Berlusconi risiederebbe nella condizione di ricattabilità nella quale Berlusconi si sarebbe cacciato a causa delle sue spericolate frequentazioni.

Ma, come ha fatto notare Wittgenstein, alla luce dell'atteggiamento tracotante del diretto interessato ("sono fatto così e alla mia età non ho intenzione di cambiare") che esibisce con orgoglio la sua condotta, cosa c'è da ricattare ?

Il punto, come si diceva una volta, è un altro. E torna utile a questo punto riprendere un vecchio post dell'anno scorso, dove si diceva che vicende come questa rappresentano l'imprimatur ufficiale al cinismo dilagante, al modello di vita che vende la propria dignità (insieme al proprio corpo) al personaggio influente, in funzione del successo. Con tanti saluti ai finti proclami di meritocrazia, di valore dello studio, del sacrificio.

mercoledì 3 novembre 2010

E il debito corre, corre...



Da qualche giorno nel sito dell'Istituto Bruno Leoni è stato inserito un contatore in tempo reale dell'ammontare del nostro debito pubblico.
Che amarezza vedere incrementarsi rapidamente il fardello che stiamo (quasi) spensieratamente lasciando ai nostri figli.

martedì 2 novembre 2010

Altri conflitti di interessi.

La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta (sacrosanta) su Google Street, il servizio che consente di "passeggiare" per le strade delle città, in tre dimensioni, attraverso la connessione a Internet.

Tutto si basa su una marea di fotografie che le cosiddette "Google Cars" scattano periodicamente in ogni angolo delle principali città del mondo, con il rischio di immortalare persone inconsapevoli in luoghi e situazioni che essi non gradirebbero divulgare.

Nonostante Google si curi di rendere irriconoscibili i volti, la magistratura intende approfondire le implicazioni per la privacy, anche perché da qualche tempo, oltre alle immagini, vengono raccolte anche informazioni trasmesse da utenti privati mediante le connessioni wifi.

Si vedrà.

Lo staff di avvocati scelto da Google include Giulia Bongiorno e Giuliano Pisapia. La prima è attualmente Presidente della Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati.

Dal momento che la questione della privacy dei cittadini ha dimensioni "politiche", essendo spesso oggetto di interventi legislativi, che posizioni prenderà la Bongiorno nel momento in cui queste questioni arriveranno in Commisione ? Come si comporterà ? Penserà al bene comune o alla parcella del suo importante cliente ?

lunedì 1 novembre 2010

Ruby e la separazione delle carriere.

Tra i protagonisti di questa squallida storia di Ruby, cioè la ragazza, il Presidente del Consiglio, la Questura, e il pubblico ministero, solo quest'ultimo pare essersi mosso nei binari della correttezza e della legalità.

Prepariamoci quindi ad una nuova campagna per la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, con il conseguente assoggettamento di questi ultimi al potere esecutivo.

domenica 31 ottobre 2010

Se n'è andato il papà dei frattali.

Qualche giorno fa è morto Benoit Mandelbrot, matematico polacco-francese inventore della cosiddetta "geometria frattale".

Non è che io ne capisca granchè, ma ricordo solo che, di fronte al mio primo PC, uno dei programmi che più mi affascinavano era il generatore di frattali.

Si parte da un'immagine standard e, zoomando zoomando, la si ingrandisce potenzialmente all'infinito, scoprendo mondi nascosti e affascinanti, generati a partire dalla prima mediante una formula matematica.

Oggi naturalmente è possibile esplorare i frattali anche sul web (cliccare in prossimità dei contorni colorati dello spazio nero)

venerdì 29 ottobre 2010

Che cosa guida il comportamento dei politici ?

Il mese scorso la Camera ha scandalosamente bocciato una sacrosanta proposta presentata da Italia dei Valori in perfetta solitudine. Si tratta dell'abolizione del vitalizio dei parlamentari che, diversamente dalla pensione di tutti noi comuni mortali, per loro matura dopo soli 5 anni (per noi dopo 40 anni).

La bocciatura è stata compatta, e anche il partito democratico si è affrettato a unirsi ai difensori della Casta. La notizia ha trovato scarsissima eco nei media, e pertanto mi pare doveroso contribuire, nel mio piccolo, a rilanciarla e diffondere un appello che in questi giorni sta circolando in rete (per esempio qui).

Di fronte a questi comportamenti, che purtroppo accomunano i parlamentari del centrosinistra a quelli del centrodestra, non rimane che fare qualche amara riflessione.

L'ampiezza dei privilegi di cui gode la casta dei politici è così grande che è arrivato il momento di chiedersi se ormai la sua difesa non costituisca ormai l'unica motivazione del loro comportamento. Il punto, in sostanza, non è tanto il danno economico che costoro arrecano alle nostre tasche, quanto la distorsione della formazione delle decisioni che ci riguardano tutti.

Qualche settimana fa, per esempio, il Sole 24 Ore ha fatto un po' di conti e ha calcolato che in Parlamento ci sono 105 senatori e 240 deputati che, trovandosi alla loro prima legislatura, non hanno ancora maturato i 5 anni necessari per godere del vitalizio. Siamo disposti a giurare che costoro, qualora fossero chiamati a votare qualcosa che, per il bene di tutti, comporterebbe la fine anticipata della legislatura (e l'addio al vitalizio), sacrificherebbero il proprio tornaconto personale ?

giovedì 28 ottobre 2010

Foto strane: vietato fotografare sotto le gonne.


Questa foto curiosa è solo il pretesto per proporre il sito di questo ingegnere ricercatore universitario, originario dell'Italia e oggi in servizio presso un'Università giapponese.

Si tratta di un blog interessante, soprattutto perché descrive la sua esperienza a contatto con quella cultura tanto diversa dalla nostra.


martedì 26 ottobre 2010

Veronesi si occuperà del nucleare (nei ritagli di tempo).

Lettera della giornalista Milena Gabanelli al Corriere della Sera, pubblicata alla fine dello scorso luglio:

"Caro direttore, premetto che non ho interesse per le preferenze politiche del Prof. Veronesi; è un oncologo di fama e mi aspetto che faccia tutto quello che pu per curare il cancro. Da un paio d'anni è anche senatore, carica che ha accettato a patto che non gli porti via tempo per i suoi pazienti. Intento nobile verso i pazienti, meno verso i cittadini che, pagando un lauto stipendio ai senatori, si aspettano che dedichino le loro energie alla gestione politica del Paese."

continua qui.

domenica 24 ottobre 2010

Il clientelismo non conviene neanche a chi ne beneficia.

Non si poteva dire meglio.

Da un recente articolo di Roberto Saviano:

"Il politico che ti promette favori ti dà una cosa ma ti toglie tutto il resto. Ti dà il letto in ospedale per tua nonna, ti dà magari l'autorizzazione ad aprire un negozio di tabacchi, ti dà mezzo lavoro: ma ti sta togliendo tutto. Ti toglie le scuole che dovresti avere per diritto. Ti toglie la possibilità di respirare aria sana, ti toglie il lavoro che ti meriti se sei capace".

venerdì 22 ottobre 2010

Più buonsenso per gli evasori (aggiornamento).

Ripubblico un post di mercoledì 13, con un breve aggiornamento.

L'accondiscendenza di questo governo verso gli evasori fiscali è nota. Nel recente passato sia Berlusconi sia esponenti della Lega avevano attribuito una sorta di "legittimità morale" all'evasione nei casi in cui la tassazione superi un certo livello.

L'ultimo segnale in questo senso è stata la sortita del Ministro Altero Matteoli al Salone Nautico Internazionale di Genova. Di fronte ad una platea di costruttori di yacht, a proposito dei controlli antievasione, ha invocato "il buon senso" della Guardia di Finanza, a suo dire colpevole in qualche caso di essersi mossa con eccessiva aggressività.

La notizia è stata riportata con grande evidenza sul Fatto. Per scovarla nel Sole 24 Ore, quotidiano della Confindustria, occorre andare a pag. 17 del numero del 3 ottobre, e leggere tra le righe di un articolo intitolato asetticamente "Governo in campo per la nautica".

Aggiornamento:
Il Fatto Quotidiano informa che, qualche giorno prima della dichiarazione del Ministro Matteoli, la Guardia di Finanza aveva effettuato un controllo sulla barca dei suoi figli.

martedì 19 ottobre 2010

Gli arresti decisi dai politici ?

Dopo l'episodio dell'aggressione alla metro di Roma, dove il ventenne Alessio Burtone ha sferrato un pugno che ha portato alla morte Maricica Hahaianu, è cominciato il solito (e un po' sciacallesco) giro di dichiarazioni e prese di posizioni. Ai politici che invocano il carcere duro asserendo la pericolosità del giovane si contrappongono altri politici che non scorgono i presupposti per la carcerazione e chiedono le pene alternative.

A nessuno viene in mente che esistono delle regole, e delle persone chiamate a giudicare e a stabilire le pene, e che la politica non dovrebbe mai mettere il becco in queste cose. Sarebbe davvero un brutto giorno per la nostra libertà se a decidere chi arrestare, chi incarcerare, debba essere l'Alemanno di turno o qualsiasi altro politico.

Inoltre la legittimazione della volontà popolare non è assolutamente garanzia di decisione giusta: altrimenti dovremmo sostenere la giustezza della sentenza di condanna emessa da Ponzio Pilato dopo l'invocazione della volontà popolare ("Chi volete che vi liberi, Barabba o Gesù detto il Cristo?").

domenica 17 ottobre 2010

Guidare più sicuri con l'Iphone.

Un'app utile e originale. Con "Augmented driving" l'Iphone, fissato sul cruscotto, tiene d'occhio la strada che si sta percorrendo con l'auto e avvisa quando rileva un potenziale pericolo, per esempio quando si cambia corsia o quando ci si avvicina troppo a un altro veicolo.

venerdì 15 ottobre 2010

Zorro.


Molti di noi ex teledipendenti in erba sono cresciuti nel mito di Zorro, l'invincibile vendicatore mascherato. Ci vestivamo da Zorro per carnevale, sognavamo di avere una doppia vita, giocavamo a Zorro con i compagni e, naturalmente, vedevamo Zorro in tv. La fortunata serie televisiva Disney ancora resiste al tempo e viene periodicamente ri-trasmessa, opportunamente "colorata".

E per rispondere ad una nostra domanda infantile - Come ha fatto Diego de la Vega a diventare Zorro? - si è mossa addirittura Isabel Allende.Nel romanzo "Zorro - L'inizio della leggenda", la scrittrice sudamericana ha ricostruito la vita di Diego dalla nascita fino all'avventuroso ritorno in California dopo gli studi svolti in Spagna. In pratica, tutto quello che è avvenuto prima della narrazione del romanzo "La maledizione di Capistrano" (1919) di Johnston McCulley, dal quale sono tratte tutte le trasposizioni, televisive e cinematografiche, della storia di Zorro.

Nel libro si scopre che Diego e Bernardo sono fratelli di latte, che Diego si associa al gruppo massonico "La Justicia" e che s'innamora perdutamente di una bella spagnola; e naturalmente si scopre anche il perché del nome "Zorro". E' la storia di un eroe vista con gli occhi del disincanto, perché "(...) L'eroismo è un mestiere mal pagato (...) Esistono ben pochi eroi dal cuore romantico e dal carattere amabile. Diciamoci la verità: non c'è nessuno come Zorro."

(di Angelo Furnari)


mercoledì 13 ottobre 2010

Più buonsenso per gli evasori.

L'accondiscendenza di questo governo verso gli evasori fiscali è nota. Nel recente passato sia Berlusconi sia esponenti della Lega avevano attribuito una sorta di "legittimità morale" all'evasione nei casi in cui la tassazione superi un certo livello.

L'ultimo segnale in questo senso è stata la sortita del Ministro Altero Matteoli al Salone Nautico Internazionale di Genova. Di fronte ad una platea di costruttori di yacht, a proposito dei controlli antievasione, ha invocato "il buon senso" della Guardia di Finanza, a suo dire colpevole in qualche caso di essersi mossa con eccessiva aggressività.

La notizia è stata riportata con grande evidenza sul Fatto. Per scovarla nel Sole 24 Ore, quotidiano della Confindustria, occorre andare a pag. 17 del numero del 3 ottobre, e leggere tra le righe di un articolo intitolato asetticamente "Governo in campo per la nautica".

domenica 10 ottobre 2010

Non è un cavillo che ci salverà.

Un professore di Scienze Politiche dell'Università di Teramo, Claudio Moffa, organizza un master dal titolo "Master Enrico Mattei in vicino e medio oriente", lo presenta in pompa magna addirittura in una sala di Palazzo Chigi, alla presenza del suo Rettore. Poi, durante le lezioni, inizia a sostenere le aberranti tesi negazionistiche sull'Olocausto: Hitler non ordinò mai l'Olocausto, le camere a gas non sono mai esistite, neanche i 6 milioni di morti, e altre sciocchezze di questo genere.

La cosa diviene pubblica e suscita scandalo. Il Rettore, sollecitato per far cessare quel master, risponde che non si può comprimere la libertà di insegnamento dei docenti.

Davanti al vicolo cieco, l'Università trova una scappatoia: il master si può bloccare perché "non garantisce un numero sufficiente di crediti". Insomma la classica soluzione all'italiana, si tira fuori il cavillo burocratico per non guardare la sostanza delle cose, con l'aggravante di regalare al professore negazionista un'aura di martire perseguitato che ne accrescerà il fascino luciferino.

Una classe docente matura e intellettualmente attrezzata non avrebbe invece dovuto avere alcuna difficoltà a organizzare un'altra iniziativa per illustrare le abbondantissime prove, le testimonianze, per ricordare quell'orrore.

Non dimentichiamo che ciò che nel recente passato davamo per scontato, a poco a poco ci è stato brutalmente attaccato senza che ci fosse dato il tempo di elaborare una strategia efficace di difesa: il valore della Resistenza, l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, la bellezza della nostra Costituzione, la civiltà del pagare le tasse. Per non parlare di ciò che sta già covando: le leggi razziali.

venerdì 8 ottobre 2010

Indignarsi o no ?

Mi è arrivata una mail dell'ufficio stampa del Cerisdi (un ente di formazione ospitato al Castello Utveggio) che pubblicizza l'evento "La musica adotta Sakineh", un concerto gratuito dell'Orchestra Sinfonica Siciliana organizzato con lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sul caso della donna iraniana giudicata colpevole di omicidio e adulterio, e condannata a morte per lapidazione. I dettagli possono essere trovati qui.

L'iniziativa si inquadra nella campagna di opinione in corso in Occidente per fare pressione sul governo iraniano affinché annulli la sentenza di pena capitale. La campagna è di quelle alle quali aderire istintivamente. La pena di morte è una cosa incivile, e per di più in questo caso la modalità è particolarmente efferata. Quindi: totale solidarietà alla donna. Molto è stato scritto e quindi non mi dilungo ulteriormente.

C'è qualcosa però sulla quale riflettere. Non mi riferisco tanto alle scontate prese di posizione della diplomazia iraniana che sta cercando di reagire all'offensiva (c'è per esempio questo intervento dell'ambasciatore iraniano in Italia alla trasmissione "Unomattina").

C'è soprattutto questo invito alla riflessione di Umberto Eco, pubblicato sull'Espresso, che si interroga sui motivi per i quali la forte indignazione per il caso iraniano si è accompagnata alla sostanziale indifferenza nei confronti del caso di Teresa Lewis, condannata negli USA alla pena di morte per iniezione letale.

martedì 5 ottobre 2010

Il Papa a Palermo: le contestazioni che ho visto.

Mentre aspettavamo che passasse il Papa, alcuni vigili urbani, con infinita pazienza e molta professionalità e gentilezza, disciplinavano il flusso del traffico delle rare automobili che attraversavano i Quattro Canti verso la stazione centrale. Nel frattempo una discreta folla si andava addensando accanto alle transenne allineate lungo i due lati del Cassaro.

In mezzo a questa gente un giovane ha aperto uno striscione di cartone, tenuto da due assi rigidi. C'era scritto "Difendiamo i bambini dai preti. Fuori i nomi". A nulla sono valse le insistenze dei vigili, subito accorsi, per convincere il contestatore a ritirare il cartello.

Poi, quando ormai era chiaro che mancavano pochi istanti all'arrivo della papamobile, da una delle macchine di scorta che precedevano il Pontefice sono scesi due tizi con l'aria decisa da agenti della Digos e, con fare fermo e risoluto, in perfetto silenzio, si sono diretti verso il giovane il quale si è fatto togliere dalle mani il cartello senza opporre alcuna resistenza.

Purtroppo non ho avuto il tempo di scattare foto. L'unica contestazione che posso documentare è invece questa:

lunedì 4 ottobre 2010

domenica 3 ottobre 2010

La Giovane Italia.

Sono sempre più frequenti le occasioni pubbliche in cui il nostro Primo Ministro viene vinto dalla stanchezza e dal sonno. Le immagini impietose fanno il giro del mondo e sembrano rispecchiare l'idea di un paese bloccato, con una classe dirigente abbarbicata ai posti di comando fino alla morte.

Nonleggerlo dice che il nostro è il leader di governo più anziano d'Occidente ed effettivamente, un rapido giro di ricognizione tra i paesi europei non può che confermare questa triste verità.


venerdì 1 ottobre 2010

E se lo dice la sua mamma...

Gustoso siparietto, quello raccontato da Caterina Perniconi su "Il Fatto" del 30 settembre.
Si è svolto alla Camera dei Deputati durante il dibattito prima del voto di fiducia al Governo, i protagonisti sono Silvio Berlusconi e il capogruppo di Italia dei Valori Massimo Donadi, che ha appena terminato il suo discorso e illustrato i motivi della netta opposizione del suo partito.

Silvio Berlusconi - “Ho capito, non la convinco, ma mi consenta almeno di dire che sto passando un compleanno di merda! Perché ce l’ha tanto con me?”.

Massimo Donadi - “Non ce l’ho con lei, ce l’ho con quello che fa, con gli atti del governo”.

S. B. - “Guardate che io sono buono, me lo diceva mia mamma che ero troppo buono. E anche Cossiga mi disse nel ‘94 che non avrei mai potuto fare politica proprio perché sono troppo buono”.

M.D. “Avrebbe dovuto dargli ascolto...”.

mercoledì 29 settembre 2010

Sbatti il gay in prima pagina.

I "titolisti" svolgono un lavoro molto delicato. La scelta di un aggettivo, l'inclusione o l'esclusione di qualche particolare hanno un impatto notevole sulle opinioni dei lettori, specie di quelli che sfogliano i giornali con rapidità.

Un caso tipico è quello della nazionalità di chi commette reati. E non sto parlando del fatto che solo quando il "cattivo" è uno straniero viene sempre indicata la provenienza: "albanesi stuprano...", "banda di rom", etc., mentre nel caso di italiani il particolare è sottaciuto.
Mi riferisco invece al diverso trattamento che gli stranieri subiscono, nei titoli dei giornali, a seconda se sono protagonisti di una vicenda come aggressori oppure come vittime. Come ha notato Metilparaben, i titoli specificano la nazionalità quasi solo nel primo caso, lasciando al lettore frettoloso l'idea che gli stranieri in Italia sono sempre protagonisti in negativo.

Un altro caso è quello delle inclinazioni sessuali. Un pedofilo omosessuale è "un pedofilo omosessuale"; un pedofilo eterosessuale è solo "un pedofilo".
Ma c'è di peggio. Talvolta la condizione di omosessualità viene evocata anche quando non c'entra nulla con la notizia, non serve ad aggiungere alcunché, se non a sollecitare l'interesse morboso del lettore. Come in questo caso, in cui una lettura distratta potrebbe addirittura suggerire maliziosamente un'interpretazione opposta rispetto al contenuto dell'articolo.