giovedì 27 dicembre 2007

Qualità della vita.

Il Sole 24 Ore ha da poco pubblicato la consueta indagine di fine anno sulla qualità della vita nelle province italiane.

Palermo, come quasi tutte le città del sud, ne esce male piazzandosi al 92° posto (su 103), anche se migliora di 7 posizioni rispetto all'anno scorso. Si piazza agli ultimi posti soprattutto per la situazione economica (poche imprese e troppi disoccupati) e caratteristiche della popolazione (pochi laureati). La situazione è leggermente migliore, rispetto alle altre provincie, in quanto a ordine pubblico (pochi gli appartamenti svaligiati e i minori denunciati) e tempo libero (buona la gastronomia, numerose le mostre, molto elevate le vendite di libri).

Non posso trascurare Cagliari, che il Sole 24 Ore pone al 65° posto, soprattutto grazie al livello dei servizi e alle condizioni ambientali (ottimo clima e presenza di numerose scuole per l'infanzia) e all'ordine pubblico (pochissimi appartamenti svaligiati e scippi). La situazione è invece peggiore per gli aspetti economici (troppa disoccupazione) e demografici (troppe persone che emigrano e pochi laureati).

Queste classifiche ricalcano in modo sorprendente le impressioni che mi ha lasciato la permanenza a Cagliari: ottimo clima, poco traffico e inquinamento, asili efficienti. Su Palermo è abbastanza scontato il giudizio sulla gastronomia (ahhh le panelle, la milza, le stigghiole...), mentre rimango sorpreso per il discreto piazzamento sull'ordine pubblico. Ma forse il punto è che queste classifiche si basano sui crimini denunciati, piuttosto che su quelli effettuati. E allora...

6 commenti:

Josh71 ha detto...

Senza dubbio queste classifiche si basano sui crimini denunciati. Tuttavia, non credo che a Palermo vi sia un'incidenza della criminalità "spicciola" maggiore rispetto alle maggiori città del Nord. Anzi, probabilmente è proprio vero che i furti e le rapine siano poche, rispetto a molte altre città. Da noi è molto più grave la situazione relativa ai reati compiuti dalla criminalità organizzata (la mafia), come soprattutto la richiesta di pizzo o il traffico di droga. Su questi reati però le denunce sono poche (soprattutto per le richieste estorsive). In base alle ultime notizie di cronaca sembra che qualcosa stia cambiando. La società sta prendendo consapevolezza dei propri diritti e della necessità di lottare contro la mafia? Se è veramente così dobbiamo aspettarci nei prossimi anni un peggioramento della posizione di Palermo nelle statistiche del Sole 24 ore, proprio perché aumenteranno le denunce. Ma potremo essere solo contenti di questo fatto. Una città meno omertosa sarà sinonimo di una città più libera dalla mafia, e poco importerà dei posizionamenti nelle statistiche.

Anonimo ha detto...

Prima del governo di S.B. il borseggio era conteggiato tra i reati e come tale veniva catalogato all'atto della ricezione della denunzia presso gli organi di polizia. Poi, una pensata, il borseggio non può essere catalogato come furto con destrezza a carico di ignoti, in quanto la vittima non si è accorta di nulla, così va ricevuto come smarrimento, non come reato. Così sono spariti dal conto 300.000 reati. Meno 300.000 reati, vuol dire sbandierare un risultato falsato .... (Luca D.)

Anonimo ha detto...

Dal calo di reati indotto da un diverso modo di conteggiare si è passati al disincentivo alla ricezione della denuncia.
Se andate a denunciare un reato a carico di ignoti ... perdete una mattinata intera. Chissà, sarà un caso! (Luca D.)

Angelo ha detto...

Ma chi le fa, 'ste statistiche?
Purtroppo, il Sole 24 ore non tiene conto dell'indice di "Cool".

Sennò saremmo ai primi posti, in quanto "città più cool d'Italia", secondo l'amministrazione Cammarata.

Per chi non lo ricordasse, prima delle elezioni comunali, l'amministrazione comunale realizzò una campagna pubblicitaria “istituzionale” (cioè pagata con soldi pubblici, 1.800.000 euro), diffusa solo a Palermo, che si basava su frasi tratte - estrapolandole dal contesto - da vari giornali e periodici. La frase più famosa fu “Palermo è la città più cool d’Italia” da Panorama. La cosa venne immortalata da un mitico servizio delle Iene, disponibile anche su YouTube.

N.B.: Il consiglio comunale del 28 dicembre scorso ha approvato debiti fuori bilancio (obbligazioni maturate senza che sia stato adottato il dovuto adempimento per l’assunzione dell’impegno di spesa) per un importo complessivo superiore al milione e settecento mila euro. I debiti riguardavano le attività sociali, il corpo di Polizia municipale, manutenzioni, risorse immobiliari, attività produttive, espropriazioni, interventi abitativi e altri.

Antonio Lo Nardo ha detto...

Giusto per aggiungere:

Il Ministero dell’Interno, con Circolare 20 settembre 1993 n. F.L. 21/1993 ha definito il debito fuori bilancio come “un’obbligazione verso terzi per il pagamento di una determinata somma di danaro che grava sull’ente (…..) assunta in violazione delle norme giuscontabili che regolano i procedimenti di spesa degli Enti Locali”.

E ancora:

"Il debito fuori bilancio viene così definito dal giudice contabile come un’obbligazione assunta al di là degli stanziamenti del bilancio di previsione, ovvero che si sarebbe potuta assumere a termini di autorizzazione del bilancio preventivo, e che tuttavia non è stata assunta ritualmente sotto il profilo del diritto amministrativo e dell’ordinamento giuscontabile in particolare."

E via discorrendo.
(tratto da
www.commercialistatelematico.com)

Antonio Lo Nardo ha detto...

Ma andiamo a brindare, và !