Un'app utile e originale. Con "Augmented driving" l'Iphone, fissato sul cruscotto, tiene d'occhio la strada che si sta percorrendo con l'auto e avvisa quando rileva un potenziale pericolo, per esempio quando si cambia corsia o quando ci si avvicina troppo a un altro veicolo.
domenica 17 ottobre 2010
venerdì 15 ottobre 2010
Zorro.
Molti di noi ex teledipendenti in erba sono cresciuti nel mito di Zorro, l'invincibile vendicatore mascherato. Ci vestivamo da Zorro per carnevale, sognavamo di avere una doppia vita, giocavamo a Zorro con i compagni e, naturalmente, vedevamo Zorro in tv. La fortunata serie televisiva Disney ancora resiste al tempo e viene periodicamente ri-trasmessa, opportunamente "colorata".
E per rispondere ad una nostra domanda infantile - Come ha fatto Diego de la Vega a diventare Zorro? - si è mossa addirittura Isabel Allende.Nel romanzo "Zorro - L'inizio della leggenda", la scrittrice sudamericana ha ricostruito la vita di Diego dalla nascita fino all'avventuroso ritorno in California dopo gli studi svolti in Spagna. In pratica, tutto quello che è avvenuto prima della narrazione del romanzo "La maledizione di Capistrano" (1919) di Johnston McCulley, dal quale sono tratte tutte le trasposizioni, televisive e cinematografiche, della storia di Zorro.
Nel libro si scopre che Diego e Bernardo sono fratelli di latte, che Diego si associa al gruppo massonico "La Justicia" e che s'innamora perdutamente di una bella spagnola; e naturalmente si scopre anche il perché del nome "Zorro". E' la storia di un eroe vista con gli occhi del disincanto, perché "(...) L'eroismo è un mestiere mal pagato (...) Esistono ben pochi eroi dal cuore romantico e dal carattere amabile. Diciamoci la verità: non c'è nessuno come Zorro."
(di Angelo Furnari)
mercoledì 13 ottobre 2010
Più buonsenso per gli evasori.
L'accondiscendenza di questo governo verso gli evasori fiscali è nota. Nel recente passato sia Berlusconi sia esponenti della Lega avevano attribuito una sorta di "legittimità morale" all'evasione nei casi in cui la tassazione superi un certo livello.L'ultimo segnale in questo senso è stata la sortita del Ministro Altero Matteoli al Salone Nautico Internazionale di Genova. Di fronte ad una platea di costruttori di yacht, a proposito dei controlli antievasione, ha invocato "il buon senso" della Guardia di Finanza, a suo dire colpevole in qualche caso di essersi mossa con eccessiva aggressività.
La notizia è stata riportata con grande evidenza sul Fatto. Per scovarla nel Sole 24 Ore, quotidiano della Confindustria, occorre andare a pag. 17 del numero del 3 ottobre, e leggere tra le righe di un articolo intitolato asetticamente "Governo in campo per la nautica".
martedì 12 ottobre 2010
domenica 10 ottobre 2010
Non è un cavillo che ci salverà.
Un professore di Scienze Politiche dell'Università di Teramo, Claudio Moffa, organizza un master dal titolo "Master Enrico Mattei in vicino e medio oriente", lo presenta in pompa magna addirittura in una sala di Palazzo Chigi, alla presenza del suo Rettore. Poi, durante le lezioni, inizia a sostenere le aberranti tesi negazionistiche sull'Olocausto: Hitler non ordinò mai l'Olocausto, le camere a gas non sono mai esistite, neanche i 6 milioni di morti, e altre sciocchezze di questo genere.
La cosa diviene pubblica e suscita scandalo. Il Rettore, sollecitato per far cessare quel master, risponde che non si può comprimere la libertà di insegnamento dei docenti.
Davanti al vicolo cieco, l'Università trova una scappatoia: il master si può bloccare perché "non garantisce un numero sufficiente di crediti". Insomma la classica soluzione all'italiana, si tira fuori il cavillo burocratico per non guardare la sostanza delle cose, con l'aggravante di regalare al professore negazionista un'aura di martire perseguitato che ne accrescerà il fascino luciferino.
Una classe docente matura e intellettualmente attrezzata non avrebbe invece dovuto avere alcuna difficoltà a organizzare un'altra iniziativa per illustrare le abbondantissime prove, le testimonianze, per ricordare quell'orrore.
Non dimentichiamo che ciò che nel recente passato davamo per scontato, a poco a poco ci è stato brutalmente attaccato senza che ci fosse dato il tempo di elaborare una strategia efficace di difesa: il valore della Resistenza, l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, la bellezza della nostra Costituzione, la civiltà del pagare le tasse. Per non parlare di ciò che sta già covando: le leggi razziali.
La cosa diviene pubblica e suscita scandalo. Il Rettore, sollecitato per far cessare quel master, risponde che non si può comprimere la libertà di insegnamento dei docenti.
Davanti al vicolo cieco, l'Università trova una scappatoia: il master si può bloccare perché "non garantisce un numero sufficiente di crediti". Insomma la classica soluzione all'italiana, si tira fuori il cavillo burocratico per non guardare la sostanza delle cose, con l'aggravante di regalare al professore negazionista un'aura di martire perseguitato che ne accrescerà il fascino luciferino.
Una classe docente matura e intellettualmente attrezzata non avrebbe invece dovuto avere alcuna difficoltà a organizzare un'altra iniziativa per illustrare le abbondantissime prove, le testimonianze, per ricordare quell'orrore.
Non dimentichiamo che ciò che nel recente passato davamo per scontato, a poco a poco ci è stato brutalmente attaccato senza che ci fosse dato il tempo di elaborare una strategia efficace di difesa: il valore della Resistenza, l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, la bellezza della nostra Costituzione, la civiltà del pagare le tasse. Per non parlare di ciò che sta già covando: le leggi razziali.
sabato 9 ottobre 2010
Ndrangheta? Macché, non toccate i capelli alla Santanchè!
I momenti clou di Annozero dell'altro ieri, raccontati in questo post:
Ndrangheta? Macché, non toccate i capelli alla Santanchè!
Ndrangheta? Macché, non toccate i capelli alla Santanchè!
venerdì 8 ottobre 2010
Indignarsi o no ?
Mi è arrivata una mail dell'ufficio stampa del Cerisdi (un ente di formazione ospitato al Castello Utveggio) che pubblicizza l'evento "La musica adotta Sakineh", un concerto gratuito dell'Orchestra Sinfonica Siciliana organizzato con lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sul caso della donna iraniana giudicata colpevole di omicidio e adulterio, e condannata a morte per lapidazione. I dettagli possono essere trovati qui.L'iniziativa si inquadra nella campagna di opinione in corso in Occidente per fare pressione sul governo iraniano affinché annulli la sentenza di pena capitale. La campagna è di quelle alle quali aderire istintivamente. La pena di morte è una cosa incivile, e per di più in questo caso la modalità è particolarmente efferata. Quindi: totale solidarietà alla donna. Molto è stato scritto e quindi non mi dilungo ulteriormente.
C'è qualcosa però sulla quale riflettere. Non mi riferisco tanto alle scontate prese di posizione della diplomazia iraniana che sta cercando di reagire all'offensiva (c'è per esempio questo intervento dell'ambasciatore iraniano in Italia alla trasmissione "Unomattina").
C'è soprattutto questo invito alla riflessione di Umberto Eco, pubblicato sull'Espresso, che si interroga sui motivi per i quali la forte indignazione per il caso iraniano si è accompagnata alla sostanziale indifferenza nei confronti del caso di Teresa Lewis, condannata negli USA alla pena di morte per iniezione letale.
giovedì 7 ottobre 2010
martedì 5 ottobre 2010
Il Papa a Palermo: le contestazioni che ho visto.
Mentre aspettavamo che passasse il Papa, alcuni vigili urbani, con infinita pazienza e molta professionalità e gentilezza, disciplinavano il flusso del traffico delle rare automobili che attraversavano i Quattro Canti verso la stazione centrale. Nel frattempo una discreta folla si andava addensando accanto alle transenne allineate lungo i due lati del Cassaro.
In mezzo a questa gente un giovane ha aperto uno striscione di cartone, tenuto da due assi rigidi. C'era scritto "Difendiamo i bambini dai preti. Fuori i nomi". A nulla sono valse le insistenze dei vigili, subito accorsi, per convincere il contestatore a ritirare il cartello.
Poi, quando ormai era chiaro che mancavano pochi istanti all'arrivo della papamobile, da una delle macchine di scorta che precedevano il Pontefice sono scesi due tizi con l'aria decisa da agenti della Digos e, con fare fermo e risoluto, in perfetto silenzio, si sono diretti verso il giovane il quale si è fatto togliere dalle mani il cartello senza opporre alcuna resistenza.
Purtroppo non ho avuto il tempo di scattare foto. L'unica contestazione che posso documentare è invece questa:
In mezzo a questa gente un giovane ha aperto uno striscione di cartone, tenuto da due assi rigidi. C'era scritto "Difendiamo i bambini dai preti. Fuori i nomi". A nulla sono valse le insistenze dei vigili, subito accorsi, per convincere il contestatore a ritirare il cartello.
Poi, quando ormai era chiaro che mancavano pochi istanti all'arrivo della papamobile, da una delle macchine di scorta che precedevano il Pontefice sono scesi due tizi con l'aria decisa da agenti della Digos e, con fare fermo e risoluto, in perfetto silenzio, si sono diretti verso il giovane il quale si è fatto togliere dalle mani il cartello senza opporre alcuna resistenza.
Purtroppo non ho avuto il tempo di scattare foto. L'unica contestazione che posso documentare è invece questa:
lunedì 4 ottobre 2010
domenica 3 ottobre 2010
La Giovane Italia.
Nonleggerlo dice che il nostro è il leader di governo più anziano d'Occidente ed effettivamente, un rapido giro di ricognizione tra i paesi europei non può che confermare questa triste verità.

venerdì 1 ottobre 2010
E se lo dice la sua mamma...
Gustoso siparietto, quello raccontato da Caterina Perniconi su "Il Fatto" del 30 settembre.
Si è svolto alla Camera dei Deputati durante il dibattito prima del voto di fiducia al Governo, i protagonisti sono Silvio Berlusconi e il capogruppo di Italia dei Valori Massimo Donadi, che ha appena terminato il suo discorso e illustrato i motivi della netta opposizione del suo partito.
Silvio Berlusconi - “Ho capito, non la convinco, ma mi consenta almeno di dire che sto passando un compleanno di merda! Perché ce l’ha tanto con me?”.
Massimo Donadi - “Non ce l’ho con lei, ce l’ho con quello che fa, con gli atti del governo”.
S. B. - “Guardate che io sono buono, me lo diceva mia mamma che ero troppo buono. E anche Cossiga mi disse nel ‘94 che non avrei mai potuto fare politica proprio perché sono troppo buono”.
M.D. “Avrebbe dovuto dargli ascolto...”.
Si è svolto alla Camera dei Deputati durante il dibattito prima del voto di fiducia al Governo, i protagonisti sono Silvio Berlusconi e il capogruppo di Italia dei Valori Massimo Donadi, che ha appena terminato il suo discorso e illustrato i motivi della netta opposizione del suo partito.
Silvio Berlusconi - “Ho capito, non la convinco, ma mi consenta almeno di dire che sto passando un compleanno di merda! Perché ce l’ha tanto con me?”.
Massimo Donadi - “Non ce l’ho con lei, ce l’ho con quello che fa, con gli atti del governo”.
S. B. - “Guardate che io sono buono, me lo diceva mia mamma che ero troppo buono. E anche Cossiga mi disse nel ‘94 che non avrei mai potuto fare politica proprio perché sono troppo buono”.
M.D. “Avrebbe dovuto dargli ascolto...”.
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