martedì 5 ottobre 2010

Il Papa a Palermo: le contestazioni che ho visto.

Mentre aspettavamo che passasse il Papa, alcuni vigili urbani, con infinita pazienza e molta professionalità e gentilezza, disciplinavano il flusso del traffico delle rare automobili che attraversavano i Quattro Canti verso la stazione centrale. Nel frattempo una discreta folla si andava addensando accanto alle transenne allineate lungo i due lati del Cassaro.

In mezzo a questa gente un giovane ha aperto uno striscione di cartone, tenuto da due assi rigidi. C'era scritto "Difendiamo i bambini dai preti. Fuori i nomi". A nulla sono valse le insistenze dei vigili, subito accorsi, per convincere il contestatore a ritirare il cartello.

Poi, quando ormai era chiaro che mancavano pochi istanti all'arrivo della papamobile, da una delle macchine di scorta che precedevano il Pontefice sono scesi due tizi con l'aria decisa da agenti della Digos e, con fare fermo e risoluto, in perfetto silenzio, si sono diretti verso il giovane il quale si è fatto togliere dalle mani il cartello senza opporre alcuna resistenza.

Purtroppo non ho avuto il tempo di scattare foto. L'unica contestazione che posso documentare è invece questa:

3 commenti:

Josh71 ha detto...

Credo che dovremmo preoccuparci un po' tutti della sempre più scarsa attenzione che c'è per la difesa del diritto di critica.

Unknown ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Unknown ha detto...

Probabilmente l'origine del problema è meno "apocalittica".
Come dicevo in un commento su Rosalio, ritengo che alla base del comportamento della polizia non ci sia stata l'intenzione nuda e cruda di reprimere il dissenso.
Voglio dire che probabilmente l’intervento della Polizia è motivato dalla convinzione che l’esposizione di quei cartelli, in quelle circostanze, possa provocare reazioni, provocazioni e disordini. Una questione di ordine pubblico, insomma.

Resta il fatto, e qui torno d'accordo con te, che da comportamenti come questi si scivola con assuefazione verso l'azzeramento delle voci dissonanti.