mercoledì 18 marzo 2009

Dialogare con i dittatori sanguinari ?

E' di qualche settimana fa la notizia della richiesta di incriminazione per genocidio a carico dell'attuale presidente del Sudan, Omar Al Bashir, da parte della Corte Penale Internazionale.E' accusato di aver provocato i massacri che sono stati (saltuariamente) raccontati dalla stampa internazionale come "la tragedia del Darfur". Non mi dilungo su questa gravissima situazione, che giudico ovviamente molto più importante delle nostre piccole cose.

Le reazioni alla mossa della Corte sono state controverse, tiepide o, come nel caso della Cina, addirittura di protesta. E' la vecchia questione del conflitto tra etica e affari, tra diritti umani e ragion di stato.

Noi, bempensanti di sinistra, la risolviamo facilmente quando, per esempio, accusiamo Berlusconi di intrattenersi cordialmente con Putin, ma come ce ne usciamo quando sappiamo che, a ricevere con tutti gli onori il presidente sudanese appena due anni fa, sono stati Prodi, D'Alema e il Papa ?

L'arrivo a Roma, con polemiche.

La replica di Prodi alle polemiche.

Le dichiarazioni di Prodi, D'Alema e Bersani al termine degli incontri.

Un commento di Sabino Cassese ("Attenzione alle menzogne").

5 commenti:

Angelo ha detto...

Era l'epoca in cui l'Italia tentava di ritagliarsi un ruolo internazionale che non fosse appiattito sulle posizioni degli Stati Uniti, ma che fosse comunque inserito in ambito ONU, soprattutto nel ricercare la mediazione dei conflitti.

Il tempo ha dimostrato che il "muro-contro-muro" è il più delle volte controproducente (cfr. Iraq).

Oggi, il governo italiano, orfano di Bush e tutt'altro che desideroso di appiattirsi sulle posizioni (di dialogo) di Obama, è rimasto senza riferimenti. E la politica estera semplicemente non esiste.

P.S.: Noto un tentativo di "internazionalizzazione" dei contenuti del blog. Ci vuoi fare sudare per commentare?

Antonio Lo Nardo ha detto...

Quindi, ridotta all'osso, la tua posizione sembra: se serve a non appiattirsi agli USA, va bene pure dialogare con i dittatori sanguinari.

Mik ha detto...

Chi non ha le mani sporche di sangue, al giorno d'oggi?
Gheddafi è forse meglio?
Gli israeliani sono meglio?
Arafat era meglio?
I cinesi sono meglio?

Angelo ha detto...

Non esattamente. Se serve a risolvere politicamente i conflitti, va bene pure dialogare con i dittatori sanguinari.

Ho parlato degli USA perché all'epoca dei fatti in questione, l'amministrazione Bush era orientata ad "esportare la democrazia" con la forza ed a limitare il ruolo dell'ONU. Il dialogo non era previsto. Ed abbiamo visto com'è andata a finire.

Oggi, la nuova amministrazione ha - realisticamente - adottato la strategia del dialogo. Che ha l'indubbio pregio di limitare le vittime.

Il governo italiano di oggi, tutto "tolleranza zero" (a parole), non osa sposare tale strategia e, di conseguenza, si trova spiazzato e palesemente mancante di una politica estera degna di questo nome.

Angelo ha detto...

...e chi è senza peccato, scagli la prima pietra:

http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/dl-sicurezza-3/rapporto-ilo-onu/rapporto-ilo-onu.html

(si consiglia di leggere l'articolo interamente)