lunedì 8 marzo 2010

Disposto a tutto.

Secondo la ricostruzione del Messaggero, Berlusconi avrebbe intimato a Napolitano di firmare il decreto salvalista minacciandolo di andare avanti anche senza la sua firma e di "scatenargli la piazza".

Come fa notare Pietro Orsatti su Agoravox, alla luce di ciò le dichiarazioni ufficiali della Presidenza della Repubblica ("La vicenda è stata molto spinosa, fonte di gravi contrasti e divisioni, e ha messo in evidenza l’acuirsi non solo di tensioni politiche, ma di serie tensioni istituzionali”) assumono contorni seriamente preoccupanti.

EDIT: segnalo anche questo post-editoriale di Alessandro Gilioli, sul suo "Piovono rane", veramente notevole.

6 commenti:

essec ha detto...

Andrà a finire che a forza di prenderla nel c... diventeremo in molti dei pederasti ...... magari maturi d'età ...... ma assolutamente di sinistra!

Angelo ha detto...

Il Personaggio principale è abituato ai ricatti: la sua storia è costellata di episodi che contemplano tale modalità d'azione.

Mao ha detto...

Tu hai capito se si poteva rifiutare? Ho sentito in questi giorni vari pareri, ed ognuno ha la sua interpretazione sul decreto. In fondo però dare tutte le colpe al presidente della Repubblica non credo che abbia molto senso visto il suo ruolo puramente rappresentativo. Poteva non firmare oggi ma lo avrebbe fatto domani. Se siamo giunti a questo punto non possiamo pretendere che Napolitano, tral'altro già noto su certi argomenti, ci venga a salvare

Antonio Lo Nardo ha detto...

La conseguenza di questo ragionamento è che la Presidenza della Repubblica è un'istituzione inutile (se non firma oggi, DEVE firmare domani).

Invece io credo che quando il PdR non concede la firma, è vero che poi rischia di doverlo fare dopo, ma ha svolto il suo ruolo di "segnalatore".

In questa, se vuoi, vaghezza del ruolo del PdR ci puoi vedere le mani legate, oppure ampio spazio di manovra. Dipende da come ogni Presidente interpreta il suo ruolo.

Molti dicono che Napolitano interpreti questo ruolo non tanto come quello di un notaio, quanto come quello di consulente, fornendo pareri e intervenendo nella stesura dei provvedimenti più delicati.

Con il senno di poi, se consideriamo il caos che quel decreto sta creando in queste ore, direi che Napolitano abbia toppato anche come consulente.

Angelo ha detto...

Di fatto, il rifiuto che Napolitano avrebbe opposto giovedì ad un decreto più "duro", ha portato il governo sulla strada del cosiddetto "decretino" interpretativo che, presentato come salva-liste, in realtà non si sa ancora se servirà allo scopo.

Forse, ci sono ancora speranze (che non serva); soprattutto se il decretino l'ha preparato l'Angelino... :-)

Angelo (the dark side) ha detto...

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