martedì 9 marzo 2010

Le tasse sono bellissime (qui).

Dopo qualche mese dal mio arrivo qui a Cambridge, mi hanno raggiunto pure loro: le tasse da pagare.

Eh sì, perché tutti coloro che occupano una casa beneficiano dei servizi pubblici, per esempio il ritiro della spazzatura differenziata, e pertanto hanno il dovere di contribuire alle spese collettive. A tutto questo, come raccontavo in altri post (qui e qui), corrisponde il diritto di voto alle elezioni.

Nonostante fossi stato preavvisato fin dall'inizio dall'agenzia immobiliare, la botta è stata abbastanza forte: 620 sterline per i sei mesi di permanenza.

Qui usano meccanismi di calcolo molto semplici, senza stare a impelagarsi in labirintici conteggi di metri quadri, rendite catastali, fasce di reddito, etc. In pratica ogni cittadino deve pagare una quota unitaria fissa, differenziata solo per la classe di appartenenza dell'immobile dove risiede. Ogni anno l'amministrazione locale fissa otto importi, dalla fascia A alla H.

Insieme al bill, arriva anche un piccolo opuscolo (in carta riciclata e stampato con inchiostri digitali) dove l'amministrazione rendiconta come ha impiegato le somme raccolte negli anni precedenti e come intende spendere le somme dell'anno in corso: un piccolo, ma significativo accorgimento per collegare strettamente il contributo individuale ai beni collettivi che ne conseguono.

Spulciando l'opuscolo mi sono reso conto che avrei potuto rivolgermi all'Amministrazione per richiedere uno "sconto" del 25% in quanto vivo da solo.

Per un attimo mi sono balenate alla mente immagini di caotiche code o di megaraduni mattutini sui marciapiedi cittadini. E stavo decidendo di soprassedere. Ma poi ho pensato che valeva la pena provare: in fondo ogni giorno passo davanti al City Council e ci vedo sempre una decina di persone al massimo.

Insomma, per farla breve: sono andato lì, mi sono diretto alla reception dove l'addetta mi ha fatto compilare un modulo per la richiesta, e dopo circa due settimane mi è arrivato il nuovo bill con l'importo rettificato.

E per questa volta vi risparmio ogni considerazione sul tempo impiegato per il pagamento. Ma già lo so che...

2 commenti:

Angelo ha detto...

Proprio l'altro ieri (domenica) è andata in onda l'ultima puntata di "Presa Diretta", dove si parlava del grande progresso fatto nell'uso delle energie rinnovabili... in Germania.

Un elemento cardine delle attività svolte in questo settore dalle amministrazioni locali era proprio quello di correlare strettamente i proventi (da tasse o da concessione di spazi da utilizzare ad es. per impianti fotovoltaici) con gli impieghi a favore della comunità.

Sarà un caso, o possiamo considerarlo un indice di buona amministrazione?

Mik ha detto...

Tutto molto bello e all'avanguardia, direi! L'unica cosa che mi lascia perplesso è il fatto che si paghi in base all'immobile che si abita: però mi pare di capire che se si abita da solo si ha diritto a degli "sconti"; presumo che lo stesso sarà se si abita in due o tre, dal momento che tre consumano e producono più spazzatura più di uno ma meno di cinque o sei.
Quando 10 anni fa feci come intervistatore il censimento Istat (per il prossimo mancano i soldi...), parecchie persone che abitavano in case di 100 mq dichiaravano di abitare in case di 70 mq, perché era questa la metratura che avevano dichiarato alla Serit per la tarsu...