lunedì 15 giugno 2009

Molti molto poveri, pochi molto ricchi.

Dal recente rapporto annuale sull'economia, pubblicato dal Dipartimento per lo Sviluppo del Ministero dell'Economia, prendo questo grafico, che mostra la situazione delle regioni italiane in fatto di ricchezza e distribuzione del reddito.

Quanto più una regione si colloca a destra, tanto più è ricca; quanto più si colloca in alto, tanto più i redditi sono concentrati nelle mani di pochi.

In generale, si trae l'indicazione che, quanta maggiore è la ricchezza in circolazione, tanto più equamente essa si distribuisce.

La Sicilia, ovviamente, fa la sua figura.

5 commenti:

Angelo ha detto...

Diciamolo chiaramente: la Sicilia è la più povera ed ha la maggior parte dei redditi concentrati nelle mani di pochi.

Siamo in compagnia di Calabria e Campania (e poco distante si colloca la Puglia).

Possiamo dedurre che siamo di fronte alla dimostrazione statistica che NON E' VERO CHE "la Mafia porta lavoro" (come in certi ambienti ancora si sostiene).

L'intreccio mafia-politica-clientelismo non solo NON PORTA LAVORO, ma provoca una diseguale distribuzione della ricchezza. Come dice il titolo del post: pochi molto ricchi e molti molto poveri.

E guardate che stiamo ragionando su dati 2006 (mi pare). D'altro canto, basta vivere ed osservare Palermo senza i paraocchi per rendersene conto.

Mik ha detto...

La ricerca prevede anche i redditi in nero e i doppi lavori?
Non mi pare a Palermo ci siano persone che si accalcano davanti le chiese a chiedere un pasto caldo: credo che il traffico di autoveicoli sia un ottimo indicatore del benessere di una società. Perchè se fossero veramente poveri, andrebbero a piedi o a dorso di mulo.
Quanto a me, confermo che in Romagna si sta bene.

Antonio Lo Nardo ha detto...

Forse ti sembrerà strano, ma la risposta è sì. Nel calcolò del Pil l'Istat include anche una stima dell'economia sommersa.

Mik ha detto...

Evidentemente è una stima un po' al ribasso...

Josh71 ha detto...

Certamente in Sicilia e a Palermo c'è molto sommerso, in buona parte illegale (posteggiatori abusivi in primis, per non considerare gli introiti della mafia) che l'Istat non può calcolare. Ma è anche indubbio che, a prescindere dal gran traffico di autoveicoli, anche nuovi e sfarzosi, esiste una parte della cittadinanza completamente esclusa dalla società. Se cammini per via Libertà o per i quartieri residenziali non troverai persone accalcate davanti a una chiesa, a chiedere un pasto caldo, ma se vai nelle periferie estreme e nei quartieri degradati troverai la vera povertà. D'accordo, nessuno muore letteralmente di fame, non siamo a quei livelli, ma ci sono tante famiglie realmente indigenti, che vanno in chiesa a chiedere il pacco di pasta o i vestiti dismessi dei ricchi. Anche nelle ricche metropoli del Nord esistono queste sacche di povertà, ma in genere riguardano gli immigrati clandestini; da noi ne fanno parte anche alcuni cittadini italiani.