lunedì 1 giugno 2009

Piazza Florio, oggi (4).







12 commenti:

Angelo ha detto...

Finalmente interviene Berlusconi: "è tutta colpa di Orlando"...

Antonio Lo Nardo ha detto...

C'è del vero in questa affermazione.

Angelo ha detto...

A rigor di logica, si può obiettare:

1) se i precari ce li ha messi Orlando, c'erano anche quando Orlando era sindaco. Bene: quello che vediamo oggi non era mai successo, anzi; mi ricordo che nel centro storico la raccolta veniva effettuata due volte al giorno.

2) in otto anni di amministrazione, il centrodestra, che è così bravo, ha avuto tutto il tempo di risolvere questo problema (la situazione di migliaia di lavoratori); perché non l'ha fatto?

3) cosa c'entra il falso in bilancio con i precari?

A richiesta, si forniscono obiezioni anche sul piano politico.

Angelo ha detto...

D'altro canto, il PdL si distingue, come sappiamo dalle cronache, per il "savoir vivre" dei suoi "membri" (a cominciare dal capo).

Restano da accertare le responsabilità di un noto senatore di quel partito (Galioto) nella débacle del bilancio dell'Amia. Intanto sappiamo (ci sono i documenti) che si è impegnato "duramente" per esportare il modello palermitano di raccolta differenziata a Dubai (si, avete letto bene, il modello palermitano di raccolta differenziata A DUBAI!!!):

http://palermo.repubblica.it/dettaglio/hotel-di-lusso-aragoste-e-pranzi-da-800-euro-lamia-sotto-accusa-per-i-viaggi-doro/1643119

Antonio Lo Nardo ha detto...

Orlando ha gatto tantissime cose ottime, e continuerei a votarlo come sindaco, viste le alternative. Ma ha "risolto" le emergenze sociali avviando la stagione del precariato, cioè scaricando il peso sui contribuenti futuri.
Questo bacino elettorale è stato servito su un piatto d'argento all'attuale classe dirigente, che ne ha fatto il motivo della propria fortuna.
Tutta la vicenda è ben riassunta in un articolo-inchiesta di Repubblica Palermo a firma di Fraschilla del 31 marzo scorso.

Angelo ha detto...

Sempre a rigor di logica, questo non spiega i problemi di bilancio dell'Amia. Torno a chiedere: cosa c'entrano i precari con il bilancio dell'Amia, che è una spa?

Forse che il comune ha appioppato precari all'Amia senza fornire i finanziamenti? E se è così, chi ha sbagliato?

Forse che i precari in questione hanno una sorta di "dispensa dal lavoro" che diminuisce l'efficienza aziendale? E se è così, non è responsabile la dirigenza?

Riguardo Orlando, l'articolo da te citato spiega chiaramente che:
1) i precari di Orlando erano molti di meno degli attuali;
2) gravavano economicamente sulle casse dello Stato e non su quelle comunali;
3) a farli gravare sul bilancio comunale fu per primo Guglielmo Serio, seguito a ruota da Cammarata e soci;
4) a farli gravare sul bilancio delle aziende di servizi senza corrispettivo è stato Cammarata.

Antonio Lo Nardo ha detto...

Ma lo Stato non poteva accollarseli indefinitamente. Tutti sapevano, tutti, che il "patto sociale implicito" prevedeva prima o poi l'assunzione a carico nostro.
Inutile fare finta di non sapere.

Antonio Lo Nardo ha detto...

Non conosco precisamente la storia, ma credo che i precari (una quota di essi) siano stati stabilizzati con l'assunzione nelle varie societa di servizi (amia essemme, etc), alle quali l'Amia affida vari lavori.

Mik ha detto...

Non potete telefonarvi?

Mik ha detto...

E comunque il danno è iniziato con Orlando, punto e basta.

Angelo ha detto...

Ma se si impone all'Amia o all'Amat, eccetera, l'assunzione di precari senza contemporaneamente stabilire i trasferimenti per pagare gli stipendi, non si fa altro che nascondere il problema sotto il tappeto.

Un genere di amministrazione da sprovveduti.

Angelo ha detto...

Ricordo a tutti che il caro premier che ha tirato fuori questa storia, è un abile mistificatore e depistatore (lo dimostrano le cronache).

Osservare autonomamente i problemi resta il migliore antidoto ad ogni depistaggio. La situazione della città di Palermo e delle sue aziende di servizi è sotto gli occhi di tutti e lo era anche prima di questo stato di agitazione dei dipendenti Amia.