mercoledì 3 settembre 2008

I nostri soldi alla Chiesa.

E' un vero e proprio slalom quello che deve sobbarcarsi il contribuente che non vuole destinare risorse alla Chiesa Cattolica.

Astenersi dal barrare la casellina della Chiesa cattolica infatti non basta: l'8 per mille dei contribuenti che "si astengono" viene ripartito in base alle scelte di tutti gli altri (per lo più alla Chiesa Cattolica).

Allora si potrebbe provare a barrare la casella "Stato italiano" coerentemente con i valori della laicità ? Neanche questo basta: come avverte questo articolo di Panorama Economy anche questo canale confluisce parzialmente, per vie tortuose, al Vaticano.

Chi volesse approfondire ulteriormente può leggere la recente relazione della Corte dei Conti su questo specifico argomento.

13 commenti:

Mik ha detto...

Non so se può interessare, ma qui trovate (Antonio, mi permetto di usare il tuo blog per farmi un po' di pubblicità...) la relazione che ho portato l'anno scorso al congresso dell'assocazione semiotica che si è tenuto a Reggio Emilia: http://www.ec-aiss.it/pdf_contributi/lo_chirco_20_3_08.pdf incentrato sulla comunicazione dei vari enti religiosi per accaparrarsi l'otto per mille. Spero di non essere OT.

Antonio Lo Nardo ha detto...

Hai fatto benissimo, non mi faccio troppe pippe mentali sugli offtopic.

Un bel saggio sulla comunicazione. Dici pure che il momento della "performanza" (!!) rimane non visibile negli spot. E ti credo! Leggendo il libro di Curzio Maltese "La questua", oppure la relazione della Corte dei Conti, sorgono mille dubbi sulla destinazione effettiva dell'8 per mille.

Mik ha detto...

La performanza rappresenta il momento centrale in ogni narrazione, quello in cui l'eroe riesce a fare ciò che si era proposto di fare (o gli era stato detto di fare): liberare la principessa, trovare il tesoro etc. In questo caso (otto per mille) ci viene mostrato soltanto quel che è stato fatto, per invocare una sanzione positiva da parte dello spettatore (cioè un giudizio di valutazione sull'efficacia dell'azione, che nella narrazione spetta ad esempio al re che ha chiesto all'eroe di liberare la principessa dal drago). Ecco perchè auspicavo che venisse dato un maggior risalto a questo momento. Riguardo Maltese, non mi ha mai convinto, Avvenire ha sempre smontato le sue tesi e lo fa anche ora con La vera questua, che è uscito qualche settimana fa con il quotidiano, e che ho letto con interesse... Anche perchè mio fratello è in seminario.

Antonio Lo Nardo ha detto...

Il libro di Curzio Maltese mi ha convinto, ma mi piacerebbe confrontarlo con l'altra "campana".
Dove si può recuperare questo "altra questua" ?

Mik ha detto...

E' uscito in allegato con Avvenire di un sabato di agosto, forse sul sito del giornale c'è scritto come recuperarlo...

Anonimo ha detto...

Siamo una "Stato" a sovranità limitata, diretto da lobby di potere di dichiarata fede antistatale e confessionale.
Marco Leo

Antonio Lo Nardo ha detto...

Ciao Marco, il fatto è che la sovranità ce la limitiamo da soli.

Mik ha detto...

Ho pronte le tue copie... per email ci metterei tre anni. Te le mando per posta: dove te le spedisco?

Tuamoglie ha detto...

Che vuoi mangiare stasera?
Compra il latte.

Josh71 ha detto...

Non ci posso credere, ormai hai varcato la soglia dell'informatizzazione totale dei rapporti umani. Anche se ho seri dubbi che Teresa possa assecondarti a tal punto! Marco, riporta tuo padre alla realtà!!!

Mik ha detto...

Ma come, Antonio, la domenica sera ti ciucci il latte come un adolescente qualsiasi? Non ti è rimasta un po' di pasta al forno da pranzo, o un po' di caponata?

Antonio Lo Nardo ha detto...

Ma che latte e latte! Stasera ho mangiato lasagne e brociolone...!
Tutto vero, altro che virtuale.

Mik ha detto...

Ma che hai, lo stomaco come l'acceleratore del cern? hai digerito tutto? hai dormito tranquillo?