venerdì 31 luglio 2009

Il Governo contro il software libero.

Qualche settimana fa il Governo nazionale ha impugnato una legge della Regione Piemonte sulla promozione del software libero (la notizia sta qui, oppure qui).

La norma stabilisce l'adozione, da parte dell'Amministrazione regionale, di software open source e ammette l'acquisto di software chiuso solo in via residuale, previa motivazione.

L'impugnazione del Governo nazionale fa leva su due principali questioni:

La prima: la legge regionale, privilegiando il software libero, violerebbe la competenza statale nella tutela della concorrenza. Questa è materia per azzeccagarbugli, ma non posso fare a meno di notare che chiunque, anche le amministrazioni pubbliche, dovrebbe essere lasciato libero di scegliere.

La seconda: alcune affermazioni contenute nella legge contestata, a mio parere, effettivamente esulano dall'ambito strettamente pertinente e si avventurano (inutilmente) in territori di competenza del legislatore nazionale. A che scopo, per esempio, prevedere che "alla cessione del software libero non si applicano le disposizioni di cui..." cioè la legge nazionale sul diritto d'autore ?

Sembra un'ingenuità normativa che (speriamo di no) potrebbe trasformarsi in una leva per scardinare la legge, ottima nel suo complesso.


Qui il blog del consigliere promotore della legge.

giovedì 30 luglio 2009

Repubblica rende pazzi.

Questo qui è un tipo un po' particolare. Dal 2006 tiene d'occhio con maniacale attenzione il quotidiano La Repubblica.
Non si tratta di una banale raccolta di refusi (che peraltro non mancano), ma di un vero e proprio racconto quotidiano di tutto quello che succede dentro, fuori e intorno al quotidiano, con tanto di analisi delle scelte editoriali del giornale.
In particolare consiglio la lettura di "Perchè questo blog", nella home page, dove PPR racconta di come tiene sotto controllo gli inviati; con alcuni di essi è riuscito a mettersi in contato.

Qui sotto un esempio di una mitica cazz... cappellata di Repubblica di qualche anno fa.

mercoledì 29 luglio 2009

Plis, scov l'error.


Estate, tempo di turismo, anche e soprattutto internazionale. E così anche i bravi negozianti palermitani si danno da fare per dare la giusta accoglienza alla clientela estera, premurandosi di fornire in più lingue le informazioni ritenute necessarie per un servizio impeccabile. L’intenzione è encomiabile; il risultato talvolta risente di qualche piccola lacuna nella conoscenza delle lingue straniere.
Nella foto, scattata in una delle più famose pasticcerie del centro, si richiede all’avventore di munirsi di scontrino alla cassa prima della consumazione. Le mie conoscenze di francese e tedesco sono troppo elementari per permettermi di verificare la qualità delle frasi in queste lingue, ma sulla traduzione in inglese mi sento di poter affermare che solo “please” vada bene. Non è questione di errori ortografici, di cui sono piene le insegne e le pubblicità di tanti negozi; in questo caso la frase non ha proprio alcun senso e un turista straniero che volesse per forza trovare un significato la tradurrebbe grosso modo così: “Si prega di portare il biglietto alla cassa”. E ci prenderebbe ugualmente per ignoranti perché penserebbe che, a voler sottilizzare, “cassa” non si traduce con “cash”, ma al più con “cash register”, come confermato da un amico che lavora da anni in Gran Bretagna.
Insomma, bene che vada con la traduzione inglese l'ordine temporale delle azioni previsto dal proprietario della pasticceria (prima paghi e poi consumi) si sovverte; anziché andare a pagare prima della consumazione, il cliente anglofono riterrà di poter gustare il gelato o il cannolo e solo successivamente chiedere al cameriere un biglietto (forse il conto?) da portare alla cassa.
(di josh71)

martedì 28 luglio 2009

Testimonial inconsapevole (ancora su Facebook).

Sul blog di Zambardino appare quest'allarme sulle novità in tema di Facebook e privacy. Da qualche giorno infatti i gestori del sito possono utilizzare addirittura le fotografie degli utenti per pubblicizzare prodotti.

Se ho capito bene funzionerebbe così:
"Ehi sai che il tuo amico Tizio [Foto di Tizio] è un fan dei profilattici ritardanti Allunghex ? Provali, e risolverai anche tu i tuoi problemi !".

Il post di Zambardino contiene anche le istruzioni per negare a Facebook l'autorizzazione a fare cose di questo genere.

E anche a Ravenna li nascondono.


(Foto di Mik, un altro che passa il tempo fotografando cassonetti).

lunedì 27 luglio 2009

Anche in Sicilia i cassonetti si possono nascondere.

Pur non arrivando all'eleganza di Villasimius o della Costa Smeralda (in Sardegna), dove i cassonetti sono occultati dietro muretti di pietre che li rendono invisibili, il comune di S. Vito Lo Capo ha trovato una sua soluzione.
Forse, se a Palermo non si fossero spesi soldi per acquistare e collocare "oggetti misteriosi", si sarebbe potuta adottare una soluzione simile (magari senza pubblicità).

(di Angelo)

venerdì 24 luglio 2009

Il bengodi della Formazione siciliana.

L'ultima requisitoria del Procuratore Generale della d'Appello della Corte dei Conti sul rendiconto 2008 della Regione Siciliana è passata, come ogni anno, nella generale indifferenza dell'opinione pubblica. Essa però contiene molte utili informazioni.

Sulla formazione professionale, per esempio, è scritto che nel 2008 sono stati "formate" 31.918 persone, che ci sono costate 363 milioni di euro (più di 70 euro per ogni residente).

Si legge pure che un'indagine effettuata dal Dipartimento Formazione Professionale della Regione su un campione di circa 2.314 allievi ha permesso di scoprire che soltanto 196 tra essi (l'8,4 %) ha poi trovato un lavoro "coerente" con la formazione ricevuta.

In pratica, tenuto conto che la dimensione media delle classi è di 11 allievi, possiamo dire che solo UNO per classe trarrà profitto dalle lezioni. Per tutti gli altri è solo una perdita di tempo (e, per noi, di denaro).

giovedì 23 luglio 2009

Gli editori alla guerra, per i soldi.

Quando si tratta di soldoni, gli editori sanno come muovere i lobbisti e influenzare pesantemente l'attività dei politici.

Due mesi fa la Consob, recependo una Direttiva Europea, aveva consentito alle società quotate in Borsa di poter pubblicizzare anche via Internet le proprie comunicazioni al pubblico obbligatorie per legge, e non più solo mediante la carta stampata, come è previsto fin ora. Questa modifica procura un gran risparmio alle società quotate e favorisce anche la concorrenza tra diversi mezzi di comunicazione, ma ovviamente riduce le entrate pubblicitarie dei quotidiani.

Apriti cielo. Come racconta lavoce.info, la reazione della lobby degli editori è stata vigorosa: due commissioni parlamentari si pronunciano contro, e il presidente della Consob Cardia fa immediatamente marcia indietro, andando anche allo scontro con gli altri commissari Consob, che non intendono invece rimangiarsi il dovuto e sacrosanto adeguamento alla normativa UE.

Di fronte al diniego degli altri commissari, Cardia offre le proprie dimissioni al Governo, che gliele nega riconfermandogli la fiducia.

Bene, cosa si impara da questa vicenda:

- che quando manca l'indipendenza delle Autorità di controllo, le decisioni sono prese secondo i desideri delle lobby, piuttosto che in funzione dell'interesse generale;

- che gli editori sanno benissimo come reagire quando vengono toccati nei loro interessi economici; riusciranno a essere ugualmente compatti contro l'imminente riforma sulla pubblicazione delle intercettazioni ?

lunedì 20 luglio 2009

Avere Berlusconi a cena.

Il centrodestra ha maneggiato con ostentata indifferenza il caso della cena di Berlusconi a casa di Mazzella, giudice della Corte Costituzionale. La Corte sarà chiamata a ottobre a decidere sulla legge che sospende i processi penali nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato (compreso il Presidente del Consiglio).

Ovviamente il centrodestra, che ha sempre strepitato contro la magistratura politicizzata, stavolta non ci ha trovato niente di strano.

Eppure, tanto per fare un esempio, solo due mesi fa ben 43 deputati del Pdl, primo firmatario Laboccetta, presentavano un'interrogazione urgente per reclamare azioni disciplinari contro il giudice di Salerno Maria Teresa Belmonte, che aveva archiviato un procedimento contro Luigi De Magistris. E di quali colpe deontologiche si sarebbe macchiata ? Di essere sposata con l'avvocato Giocondo Santoro. Embè ? C'entra, c'entra, perchè Giocondo è fratello di Michele.

E allora, tanto per chiarirci le idee, andiamo a leggere il codice di procedura civile

Sezione VII: DELL'ASTENSIONE, DELLA RICUSAZIONE E DELLA RESPONSABILITA' DEI GIUDICI

Art. 51 (Astensione del giudice)

Il giudice ha l'obbligo di astenersi:
1) se ha interesse nella causa o in altra vertente su identica questione di diritto;
2) se egli stesso o la moglie e' parente fino al quarto grado o legato da vincoli di affiliazione, o
e' convivente o commensale abituale di una delle parti o di alcuno dei difensori.
(...)