Qualche giorno fa è morto Benoit Mandelbrot, matematico polacco-francese inventore della cosiddetta "geometria frattale".
Non è che io ne capisca granchè, ma ricordo solo che, di fronte al mio primo PC, uno dei programmi che più mi affascinavano era il generatore di frattali.
Si parte da un'immagine standard e, zoomando zoomando, la si ingrandisce potenzialmente all'infinito, scoprendo mondi nascosti e affascinanti, generati a partire dalla prima mediante una formula matematica.
Il mese scorso la Camera ha scandalosamente bocciato una sacrosanta proposta presentata da Italia dei Valori in perfetta solitudine. Si tratta dell'abolizione del vitalizio dei parlamentari che, diversamente dalla pensione di tutti noi comuni mortali, per loro matura dopo soli 5 anni (per noi dopo 40 anni).
La bocciatura è stata compatta, e anche il partito democratico si è affrettato a unirsi ai difensori della Casta. La notizia ha trovato scarsissima eco nei media, e pertanto mi pare doveroso contribuire, nel mio piccolo, a rilanciarla e diffondere un appello che in questi giorni sta circolando in rete (per esempio qui).
Di fronte a questi comportamenti, che purtroppo accomunano i parlamentari del centrosinistra a quelli del centrodestra, non rimane che fare qualche amara riflessione.
L'ampiezza dei privilegi di cui gode la casta dei politici è così grande che è arrivato il momento di chiedersi se ormai la sua difesa non costituisca ormai l'unica motivazione del loro comportamento. Il punto, in sostanza, non è tanto il danno economico che costoro arrecano alle nostre tasche, quanto la distorsione della formazione delle decisioni che ci riguardano tutti.
Qualche settimana fa, per esempio, il Sole 24 Ore ha fatto un po' di conti e ha calcolato che in Parlamento ci sono 105 senatori e 240 deputati che, trovandosi alla loro prima legislatura, non hanno ancora maturato i 5 anni necessari per godere del vitalizio. Siamo disposti a giurare che costoro, qualora fossero chiamati a votare qualcosa che, per il bene di tutti, comporterebbe la fine anticipata della legislatura (e l'addio al vitalizio), sacrificherebbero il proprio tornaconto personale ?
Lettera della giornalista Milena Gabanelli al Corriere della Sera, pubblicata alla fine dello scorso luglio:
"Caro direttore, premetto che non ho interesse per le preferenze politiche del Prof. Veronesi; è un oncologo di fama e mi aspetto che faccia tutto quello che pu per curare il cancro. Da un paio d'anni è anche senatore, carica che ha accettato a patto che non gli porti via tempo per i suoi pazienti. Intento nobile verso i pazienti, meno verso i cittadini che, pagando un lauto stipendio ai senatori, si aspettano che dedichino le loro energie alla gestione politica del Paese."
"Il politico che ti promette favori ti dà una cosa ma ti toglie tutto il resto. Ti dà il letto in ospedale per tua nonna, ti dà magari l'autorizzazione ad aprire un negozio di tabacchi, ti dà mezzo lavoro: ma ti sta togliendo tutto. Ti toglie le scuole che dovresti avere per diritto. Ti toglie la possibilità di respirare aria sana, ti toglie il lavoro che ti meriti se sei capace".
Ripubblico un post di mercoledì 13, con un breve aggiornamento.
L'accondiscendenza di questo governo verso gli evasori fiscali è nota. Nel recente passato sia Berlusconi sia esponenti della Lega avevano attribuito una sorta di "legittimità morale" all'evasione nei casi in cui la tassazione superi un certo livello.
L'ultimo segnale in questo senso è stata la sortita del Ministro Altero Matteoli al Salone Nautico Internazionale di Genova. Di fronte ad una platea di costruttori di yacht, a proposito dei controlli antievasione, ha invocato "il buon senso" della Guardia di Finanza, a suo dire colpevole in qualche caso di essersi mossa con eccessiva aggressività.
Aggiornamento: Il Fatto Quotidiano informa che, qualche giorno prima della dichiarazione del Ministro Matteoli, la Guardia di Finanza aveva effettuato un controllo sulla barca dei suoi figli.
Dopo l'episodio dell'aggressione alla metro di Roma, dove il ventenne Alessio Burtone ha sferrato un pugno che ha portato alla morte Maricica Hahaianu, è cominciato il solito (e un po' sciacallesco) giro di dichiarazioni e prese di posizioni. Ai politici che invocano il carcere duro asserendo la pericolosità del giovane si contrappongono altri politici che non scorgono i presupposti per la carcerazione e chiedono le pene alternative.
A nessuno viene in mente che esistono delle regole, e delle persone chiamate a giudicare e a stabilire le pene, e che la politica non dovrebbe mai mettere il becco in queste cose. Sarebbe davvero un brutto giorno per la nostra libertà se a decidere chi arrestare, chi incarcerare, debba essere l'Alemanno di turno o qualsiasi altro politico.
Inoltre la legittimazione della volontà popolare non è assolutamente garanzia di decisione giusta: altrimenti dovremmo sostenere la giustezza della sentenza di condanna emessa da Ponzio Pilato dopo l'invocazione della volontà popolare ("Chi volete che vi liberi, Barabba o Gesù detto il Cristo?").
Un'app utile e originale. Con "Augmented driving" l'Iphone, fissato sul cruscotto, tiene d'occhio la strada che si sta percorrendo con l'auto e avvisa quando rileva un potenziale pericolo, per esempio quando si cambia corsia o quando ci si avvicina troppo a un altro veicolo.
Molti di noi ex teledipendenti in erba sono cresciuti nel mito di Zorro, l'invincibile vendicatore mascherato. Ci vestivamo da Zorro per carnevale, sognavamo di avere una doppia vita, giocavamo a Zorro con i compagni e, naturalmente, vedevamo Zorro in tv. La fortunata serie televisiva Disney ancora resiste al tempo e viene periodicamente ri-trasmessa, opportunamente "colorata".
E per rispondere ad una nostra domanda infantile - Come ha fatto Diego de la Vega a diventare Zorro? - si è mossa addirittura Isabel Allende.Nel romanzo "Zorro - L'inizio della leggenda", la scrittrice sudamericana ha ricostruito la vita di Diego dalla nascita fino all'avventuroso ritorno in California dopo gli studi svolti in Spagna. In pratica, tutto quello che è avvenuto prima della narrazione del romanzo "La maledizione di Capistrano" (1919) di Johnston McCulley, dal quale sono tratte tutte le trasposizioni, televisive e cinematografiche, della storia di Zorro.
Nel libro si scopre che Diego e Bernardo sono fratelli di latte, che Diego si associa al gruppo massonico "La Justicia" e che s'innamora perdutamente di una bella spagnola; e naturalmente si scopre anche il perché del nome "Zorro". E' la storia di un eroe vista con gli occhi del disincanto, perché "(...) L'eroismo è un mestiere mal pagato (...) Esistono ben pochi eroi dal cuore romantico e dal carattere amabile. Diciamoci la verità: non c'è nessuno come Zorro."