giovedì 1 gennaio 2009

Questa è casa mia, qui comando io.

Il Vaticano ha deciso di non recepire più automaticamente, come avveniva finora,
le leggi italiane, ma di sottoporle volta per volta ad una sorta di procedura di approvazione. Varie le ragioni: numerosità esorbitante, instabilità, contrasti con principi irrinunciabili.

Nulla di male, ci mancherebbe. Sarebbe però il caso di sottoporre allo stesso vaglio le "norme" che ci vengono propinate da oltre Tevere, e che i politici nostrani si precipitano festosamente ad applicare.

Versione inglese.

11 commenti:

Mik ha detto...

Vedi, caro Antonio, il vero problema non è che il Vaticano esprima il proprio parere su alcune questioni (eutanasia, testamento biologico, cellule staminali, coppie di fatto etc.). Il vero problema è che i nostri politici, privi di spina dorsale, spesso facciano propri questi "suggerimenti" senza una discussione o un approfondimento critico. In fondo il Vaticano esprime dei pareri che ricalcano la sua "ideologia": perchè scandalizzarci della libertà d'opinione?

Antonio Lo Nardo ha detto...

Siamo (da due punti di vista diversi) perfettamente d'accordo9.

Mik ha detto...

Infatti. Volevo dire che, quando le questioni vengono affrontate serenamente, senza ideologismi o prese di posizione senza fondamento solido, si scopre di avere, con gli altri, più cose in comune di quanto si pensi. Prendi ad esempio la questione delle scie chimiche... :-)))

Anonimo ha detto...

Non ci vedo niente di male, già in sicilia le leggi dello stato italiano non le applichiamo più automaticamente da molto tempo: prima vediamo se ci conviene e poi ci regoliamo. Troppe leggi...troppi controlli... meglio cose semplici: posteggio libero, (caso mai si suona il clacson), concorsi niente (meglio precari a vita), vuoi la seconda casa? te la costruisci; la spazzatura? si trova sempre dove buttarla; devi curarti? vai al Nord; si paga il pizzo e si evitano denunce, processi etc. Ogni tanto muore qualcuno, ma è materiale per la fiction.
Un paradiso.

Goku

Antonio Lo Nardo ha detto...

E' da tempo che rimugino di scrivere un "codice civile" con regole vigenti di fatto in Sicilia.
Un po' come è stato fatto in Sardegna, dove alcuni docenti universitari hanno scritto il codice barbaricino.

Mik ha detto...

Mi pare sia l'ottimo Blondet, giornalista economico da me amato e seguito (eh eh eh, vedo già Angelo sussultare sulla sedia!), a dire che nelle regioni meridionali viga già di fatto la secessione dalle leggi italiane, considerato che 4 regioni sono in mano alla criminalità, che amministra al posto dello stato, ha un suo sistema esattoriale, un suo esercito, un suo sistema politico di riferimento, un suo codice culturale...

essec ha detto...

Mi sembra comunque molto emblematica la foto pubblicata: Che coppia!

Angelo ha detto...

Una cosa è che noi stessi evidenziamo le storture presenti nelle nostre regioni, allo scopo di prenderne coscienza e combatterle.

Altra cosa è che lo scriva (con malcelato compiacimento) qualcuno del Nord al solo scopo di lasciare tutto com'è e se possibile di peggiorarlo.

L'ottimo (???) Blondet scrive quello che gli serve per vendere libri e giornali e procurarsi il caviale quotidiano.

Povera sedia!

Mik ha detto...

Ma no, è pensionato. E poi l'ottimo (!!!) Blondet non si compiace affatto: prende solamente atto del fallimento di un certo modo di fare politica. Perchè se qui dalle nostre parti vige il malaffare mafioso, in Lombardia vige il malaffare della compagnia delle Opere, o di Comunione e Liberazione, e di un presidente come Formigoni che ovviamente fa soltanto gli interessi della sua consorteria. Fosse per Blondet, dovremmo impiccare politici, sindacalisti, alitalisti, dipendenti pubblici, banchieri: si salverebbero solo pochi sacerdoti e religiosi! Adesso scappo, che devo mettere l'aragosta sul fuoco...

Angelo ha detto...

Che Blondet sia la reincarnazione di Torquemada?

Mik ha detto...

Meglio Savonarola...