lunedì 30 giugno 2008

Copioni (2).



Ci risiamo. Come l'anno scorso anche quest'anno la relazione della Banca d'Italia è stata "saccheggiata" per produrre un pezzo in un inserto redazionale-pubblicitario comparso il 28 giugno su Repubblica Palermo.
L'inserto contiene, oltre alla noterella sull'andamento dell'economia siciliana, pezzi sulla Lega Coop (ancora loro, come nel 2007), sul Cidec, e sull'Isas: si tratta associazioni di categoria, centri di formazione, etc.
L'originale, dal quale è stata copiata l'introduzione, sta qui.

5 commenti:

Angelo ha detto...

Copiato... non esageriamo: hanno usato le stesse parole per dire le stesse cose.

Tempo fa ho letto che quando nacque il quotidiano in questione(nel 1976, mi pare), era dotato di una redazione molto spartana che, per forza di cose, doveva "arrangiarsi".

Così venne soprannominato dai colleghi degli altri giornali "RIPUBBLICA".

Antonio Lo Nardo ha detto...

In questo caso direi "Ri-coop-ia"

Angelo ha detto...

Consoliamoci: se fosse esistita l'edizione di Palermo del "Giornale", avrebbe scritto come segue.

Titolo: "La Banca d'Italia contro lo sviluppo della Sicilia"

Testo: "I burocrati di via Cavour, con le loro tesi economiche di chiara ispirazione marxista, si ostinano ad ignorare i grandi progressi economici della Sicilia."

"Ad esempio, in una regione che ha come capitale Palermo, dove ogni settimana attraccano più di cinque navi da crociera alte dieci piani (e che tutti possono ammirare), gli oscuri estensori della verità burocratica sostengono impunemente che "Nel settore turistico la crescita dei flussi dall’estero ha rallentato in misura sensibile".

Eccetera

Virus ha detto...

@Angelo: perchè non spedisci il tuo curriculum al Giornale?

Angelo ha detto...

@Virus: Grazie per il suggerimento.

Questo giochino non l'ho certo inventato io.
Cito due estremi: i famosissimi "Esercizi di stile" di Queneau e l'inventore di titoli surreali e personaggio tv Gianni Ippoliti.

Ma ciascuno di noi si può cimentare nell'indovinare la forma data alle notizie da note testate, di carta o tv. Ci aiuta anche a recepire l'essenza delle notizie, senza le sovra-costruzioni barocche.

Comunque, il clima di Milano (specialmente dentro la redazione del "Giornale"), mi pare "asfissiante".